GEAPRESS – In linea teorica l’assurda caccia primaverile a Malta, sarebbe chiusa dalle ore 15.00 del 30 aprile. Ne avevamo dato comunicazione ieri (vedi articolo GeaPress) assieme ad una insolita movimentazione delle forze di polizia. Forse i riflettori delle proteste internazionali (vedi speciale e petizione GeaPress) poco combaciavano con la possibilità del rinnovo, anche per il prossimo anno, della caccia primaverile.

L’altro ieri, ad ogni modo, proprio quest’ultima caccia è stata chiusa, ed infatti già ieri si … sparava di nuovo!

Andrea Rutigliano del CABS (Committee Against Bird Slaughter ) elenca impietoso le novità (per modo dire) venatorie di Malta. Filmati sei bracconieri, cinque dei quali riconoscibili. Erano tutti in un’area molto ristretta ed il documento video è stato fatto pervenire alla polizia maltese. Due trappolatori, invece, sono riusciti a scappare senza essere riconosciuti. Hanno abbandonato in terra il loro bottino. Reti e sette Tortore da utilizzare come zimbello. A Malta è consentito, ma solo durante la caccia autunnale. Le tortore-zimbello erano incappucciate e legate ad una cordicella. Sarebbero state strattonate per attirarne altre selvatiche, come le stesse sette lo erano fino a pochi giorni addietro.

Poi altri cacciatori organizzati con le ricetrasmittenti. Ben sette, sistemati nei posti chiave per avvisare dell’eventuale arrivo dell’ALE, lo speciale nucleo di Polizia che dovrebbe controllare i cacciatori maltesi. Oltre 10.000 cacciatori di cui 5600 autorizzati alla caccia primaverile, contro 20 Agenti. In questi giorni l’ALE è stato comunque rafforzato. Fino ad una ottantina di agenti (un’altra anomalia), che sono stati già ridotti ad una quarantina per tornare ai soliti (insufficienti numeri) dei periodi cosiddetti normali.

Normalità che Malta sconosce, precisa Rutigliano, visto che in quel paese è permesso sparare fin dai motoscafi e sono consentite altre forme di caccia (come la stessa primaverile) altrove bandite.

In Europa, abbiamo il paese con la più alta densità di cacciatori al mondo, uno dei più bassi tassi di fauna nidificante (guarda caso) ed un bracconaggio, innestato su una caccia grandemente permissiva, tra i più devastanti che esistano. Il vero problema di Malta è dovuto al fatto che i cacciatori sono l’ago della bilancia delle due coalizioni politiche. Senza di loro non governa nessuno.

I volontari di Birdlife Malta hanno stilato in questi giorni una lista lunghissima di animali oggetto di bracconaggio ed a loro consegnati dai cittadini che li andavano ritrovando, uccisi o feriti, nelle campagne. Rapaci, aironi, cicogne.

Ed ora inizia la caccia ai limicoli, ovvero uccelli di ripa, trampolieri ed altri, che nelle prossime settimane finiranno sotto il piombo dei bracconieri per essere imbalsamati. Del resto i limicoli (per chi ha questi “gusti”) sono immangiabili e le case dei maltesi, spesso, sono piene di animali impagliati. In alcuni casi un vero e proprio mercato. Una rara cicogna nera imbalsamata arriva a valere fino a 3000 euro. Si dice che le esportino, aggiunge Rutigliano, ma è molto più frequente che i maltesi, ad esempio con i fringillidi, li importino vivi dall’Italia. Un traffico senza sosta che, al pari degli allevatori nostrani, alimenta un florido mercato di uccellini in gabbia.

So del caso – conclude Rutigliano – di un intervento in mare della Polizia maltese ai danni di una barca italiana. Era carica di gabbie stracolme di fringillidi“. Come finì la storia? Si sbarazzarono del carico prima dell’arrivo della Polizia. Gettarono tutto in mare (gli italiani …). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).