soccorsi animali
GEAPRESS – Scatta l’emergenza inondazione e subito i volontari del Centro Fauna IL PETTIROSSO sono in prima linea. Come sempre e come sempre sarà. Sono arrivati con le barche del Pettirosso e del Servizio Faunistico della Provincia di Modena. Natanti pieni di attrezzature, corde, portantine ed altri attrezzi necessari ai soccorsi.

Il primo giorno la situazione è molto difficile. Sotto una pioggia persistente e con l’acqua che si alza di livello ogni minuto di più. Si superano i posti di blocco e si arriva con le barche in acqua. La corrente è forte, ma si incomincia a battere la zona di Albareto tra le aziende agricole. Man mano che ci addentriamo per la strade allagate le persone ci chiamano dalle finestre dei piani superiori: segnalano animali intrappolati dall’acqua o chiusi in box o serragli. Le prime ad essere  salvate sono delle caprette nane che avevano trovato rifugio su dei pallet di legno disposti all’interno del recinto. Si arriva così dentro il cortile di una casa dove ci viene indicata la stalla con cavalli e somarini. Non si sentivano più ragliare dalla notte passata e per la loro sorte c’è molta ansia. Proprio mentre chiedevano indicazioni su eventuali ostacoli sommersi, si sente un somarino ragliare, come se ci chiamasse. Si corre subito verso la stalla. I volontari del Pettirosso arrivati davanti al portone scendono dalle barche dove l’acqua è alta un metro e mezzo. Ci si muove a fatica; l’acqua è gelida ed i cavalli liberati cercano di mangiare le mele che stanno galleggiando. Uno dopo l’altro vengono legati e portati fuori dove il proprietario li aspetta per poterli trasferire al sicuro. Purtroppo un somarino non ce l’ha fatta ma l’altro è vivo ed infreddolito; lo portiamo fuori dalla stalla, non dobbiamo neppure insistere troppo. Vediamo delle galline in difficoltà ed altre annegate. Prendiamo le vive e le mettiamo sul fienile, poi è la volta di altri undici cavalli chiusi nei box che si presentano allagati. Prendiamo i cavalli e li portiamo su di una rialzo di una vecchia stazione all’asciutto, poi ancora caprette in una stalla… Rientriamo sta facendo buio e incomincia a piovere abbastanza forte. L’indomani sarà la volta dei cani e gatti chiusi da giorni nelle abitazioni o giardini senza acqua e cibo…

Tante sono le richieste di aiuto. Persone che hanno dovuto evacuare la zona, pensando di tornare il giorno dopo. In pochi hanno pensato di prendere con sé gli animali e nel dubbio hanno messo una razione extra nella ciotola. Ma anche questa finisce ed i poveri animali incominciano a sentirsi abbandonati, immersi nel
silenzio di un paese disabitato. E’ tutto al buio perché la luce elettrica è saltata. Incominciano a spaventarsi, a chiedersi cosa sarà di loro e perché non tornano i loro padroni. Non senza difficoltà tra rapide torrenziali che hanno invaso le strade (nei pressi c’è pure il relitto di un gommone dei Vigili del Fuoco) che la corrente ha travolto. Vigili del Fuoco che non si sono risparmiati un’istante nel salvare le persone e che abbiamo potuto apprezzare della loro generosità. Arriviamo nelle abitazioni con le chiavi che i proprietari ci hanno consegnato precedentemente. Già per le scale i cani incominciavano ad abbaiare. Sono dietro le porte per attirare la nostra attenzione, pensando che fossero i padroni ad andarli a prendere. Aperta la porta i gatti scappano e da qui la ricerca per la casa. I cani, invece, sono un pò interdetti dall’incontro con noi sconosciuti. Si lasciano andare presto, dopo una carezza ed una coccola.

Purtroppo non tutti sono stati fortunati. Stiamo perlustrando dietro a segnalazioni di proprietari. A volte ci si imbatte nel corpo esanime di un cane o in un gatto funambolo che tenta di scappare perché impaurito e stremato. Attraversiamo le rapide con le barche  piene di animali. Le dobbiamo trainare, le barche sono già piene di cani ed altri scampati all’alluvione. Ci dirigiamo verso i proprietari che in lontananza scorgiamo. I cani non hanno smesso un attimo di abbaiare ed i gatti, chiusi in portantine, miagolano impressionati dal mare d’acqua.

Il ricongiungimento è come sempre molto toccante anche perché alcune persone non credevano di poter riavere il loro piccolo o grande amico. Non c’è tempo. Appena il tempo di strizzare le calze imbibite d’acqua, abbiamo altre segnalazione. Il sole che oggi ci ha degnato della sua presenza sta tramontando. Gli elicotteri a bassa quota perlustrano le abitazioni. Rimane ancora un gatto da recuperare proprio in via Matteotti dove la corrente è fortissima e l’acqua è alta un metro e trenta.

Poi c’è il rischio tombini, vere e proprie voragini dai quali sono saltate, per via della pressione, le coperture. Assieme a chiusini e caditoie, sono diventati vere e proprie trappole nascoste. Il primo tentativo di recuperare il gatto fallisce. Si guarda la piantina che ci ha consegnato la Protezione Civile e aggiriamo l’ostacolo. Arriviamo al civico indicato portati dalla corrente. Si deve scavalcare la recinzione perchè i cancelli sono chiusi. Si arriva così alla porta ma nella concitazione i proprietari si sono sbagliati a darci le chiavi. Telefonicamente siamo però autorizzati a rompere un vetro dal quale vediamo il gattino miagolante. Finalmente il micetto è in salvo.

Stanno rientrando anche gli ultimi soccorritori dei Vigili del Fuoco, con alcune persone appena sgomberate, ponderando ogni passo e stando attenti per non essere investiti dai detriti spinti dalla corrente. Arriviamo alle nostre barche e ci portiamo al punto di raccolta. Una volta sistemata la barca sul carrello ci accorgiamo
di una falla sotto lo scafo da dove per alcuni minuti gronda acqua. Pazienza lo scopo è stato raggiunto, domani andremo a piedi e con il Defender anche perché arriva la notizia che l’argine è stato riparato e l’acqua lentamente molto lentamente sta calando.

Anche questa volta i volontari del Centro Fauna Il Pettirosso, come per l’emergenza terremoto, sono stati vicino alle persone ed a fianco degli animali, questi sono i volontari con la V maiuscola che a proprie spese e sacrifici, affrontano realtà non comuni in emergenza, 365 giorni all’anno. Questa è l’associazione, Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso una piccola associazione con un grande cuore.

Si ringrazia: La Provincia di Modena – Servizio Faunistico che ci ha supportato fin dall’inizio, Il Comune di Modena Servizio Ambiente Ufficio Diritti Animali che si sono offerte a coordinare le centinaia di chiamate arrivate di richiesta di emergenza e tutte le associazioni che ci hanno offerto il loro aiuto per lo smistamento di quegli animali temporaneamente in attesa del ricongiungimento con i proprietari.
Questo è un esempio di civiltà che dovrebbe essere di ogni angolo del territorio italiano.

Piero Milani

CENTRO FAUNA IL PETTIROSSO – MODENA

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