Rayan è stata la mia seconda scommessa vinta in questa brutta storia Ucraina cominciata circa a inizio 2010 con le uccisioni di randagi per gli europei di calcio 2012 organizzati appunto da Ucraina e Polonia, e che prosegue da due anni.
Rayan è un cucciolotto randagio di un anno e mezzo circa picchiato brutalmente in strada quando aveva circa sei mesi da cacciatori di animali che operano in Ucraina.

Rayan come Ciliegia è vittima della follia umana innescata per uno sport e mai finita.

Uno sport, il calcio, che dovrebbe unire, far gioire e che dovrebbe essere festa per gli umani ma che si è trasformato in tragedia per i non umani … i randagi cani e gatti e per le persone che li accudivano… i volontari di strada…
Mi ricordo che faceva molto freddo a febbraio di quest’anno, un inverno duro, le temperature toccarono anche i 35 gradi sotto zero ed io ero a letto con 39 di febbre, squillò il telefono e ogni volta che squilla il telefono a casa mia da due anni a questa parte sobbalzo, mi aspetto sempre notizie di uccisioni di animali avvelenati, sparati o bastonati invece era una volontaria che non conoscevamo né io né Vlada, mia moglie, ci disse di avere un cucciolo in casa messo molto male e ci chiese se potevamo andare a vederlo per aiutarla e naturalmente dissi di sì.

Mi coprii bene e uscimmo per andare in questo appartamento in centro a Kiev.

Quando suonammo alla porta della volontaria sentimmo molti cani abbaiare, entrammo e vedemmo 2 cagnolini, ma lei ci spiegò che di là ne aveva 15 e che li aveva dovuti portare in casa per non farli uccidere, erano i suoi randagi.

Purtroppo diversi volontari fanno questo per non vedere i loro randagi morire in strada uno a uno, uccisi da dog hunter o addetti comunali alla cattura di randagi, che di caritatevole hanno poco o niente.

Ora, disse la volontaria, vi faccio vedere il cucciolo, aprì una porta e la prima cosa che mi colpì fu l’odore e poi vidi in questo bagnetto seduto come un bambino che sta seduto in terra con le zampine dritte in avanti, Rayan, due occhioni dolcissimi e stranamente felici e una vitalità notevole viste le sue condizioni.

Poi mi accorsi della devastazione che avevano subito le sue zampine posteriori.

Decisi di fare un video e postarlo sulla mia pagina per metterlo in adozione, ma decisi anche di portarlo in Italia anche se non adottato per vedere se si riusciva a fare il miracolo, farlo tornare a camminare con l’aiuto di qualche medico veterinario italiano.

Qualche tempo dopo andai in Italia e precisamente a Barga in provincia di Lucca per una conferenza e per parlare di animalismo e amore per gli animali ai bambini delle scuole elementari della città e lì conobbi Angela e Walter che erano stati tra i primi a iscriversi alla mia pagina Facebook (io non posso parlare … sei tu la mia voce).

Decisero di adottare Rayan, seppur con mille paure per Lara la loro cagnolona di 12 anni, ma decisero.

Ci sentimmo per giorni su Skype e poi comunicai loro la partenza per l’Italia con Rayan, destinazione casa loro.

Sono partito da Kiev aeroporto Borispol alle ore 10,30 (9,30 italiane) dopo il controllo documenti del cucciolo da parte dei veterinari ucraini e senza averlo sedato perché era tranquillissimo, io invece durante il volo ero tesissimo fino a quando non me lo hanno consegnato a Milano.

Alle 12,30 ora italiana, sono atterrato a Milano Malpensa e dopo il controllo documenti di Rayan l’ho caricato con l’aiuto dell’amico e collaboratore italiano Davide Calligari sulla sua Jeep e siamo partiti per la Toscana.
Viaggio che non finiva mai, mentre Angela mi telefonava perché non vedeva l’ora di vedere finalmente questo cucciolino che aveva tanto amato vedendolo però solo in video e in foto sulla mia pagina.

Alle 20,00 circa siamo arrivati a Fornaci di Barga, dove ci aspettava Angela con Aura, un’amica. Lo abbiamo portato subito dai veterinari Marco e Carlo Miotti per la prima visita e tutto era ok, poi avrebbero fatto la visita più accurata.
Arrivati al Centro Tennistico di Barga di Angela e Walter c’erano già persone che aspettavano questo ex randagino ucraino che era stato in mano ai dog hunter per chissà quanto tempo.

Rayan era stanco e un po’ confuso da tutte queste attenzioni, non aveva mai visto tutta questa gente che lo accarezzava e che gli sorrideva. In fin dei conti per un anno da quando a sei mesi era stato rinchiuso in un bagnetto aveva solo visto un wc e quattro pareti, ma sapeva benissimo che la volontaria ucraina che lo soccorse non poteva fare di più perché aveva dovuto portarsi nel suo appartamento altri 15 randagi sfortunati come lui per non farli uccidere dai killer di animali o da accalappiacani che non andavano tanto per il sottile con loro.

Poi rimanemmo soli con i suoi nuovi genitori che iniziarono amorevolmente ad accarezzarlo e a dargli qualche crocca da mangiare e mi colpì molto lo sguardo impaurito e le orecchie basse di questa creatura, ma era normale che fosse così, era stanco e confuso.

L’indomani mattina sono state emozioni continue regalate da questo esserino che poteva solamente strisciare sul sederino per muoversi, l’ho portato in un prato dentro il circolo tennistico e l’ho visto annusare l’erba, annusare gli odori che gli arrivavano alle narici e bloccarsi quando sentiva gli uccellini cinguettare come per capire cosa fossero, non aveva mai sentito questo strano suono, poi come impazzito ha iniziato a strisciare veloce sull’erba e d’un tratto con la zampina posteriore meno conciata male si è sollevato, ha percorso circa un metro e poi è ricaduto sul sederino.

Commozione allo stato puro vedere la forza di questa creaturina di un anno e mezzo che vuole a tutti i costi camminare.

Rayan mi ha regalato ogni volta emozioni vere, un randagino vissuto per poco tempo in strada, massacrato e poi messo per un anno in un bagnetto. Aveva una forza di volontà molto più forte di tanti umani che non fanno altro che piangersi addosso e che probabilmente pensano che gli animali sono senza sentimenti o intelligenza, ma che dimostra cosa vuole dire avere voglia di vivere e lottare.

Rayan torturato e massacrato da uomini che dà amore ad altri uomini.

Rayan che non prova odio e che invece regala dolcezza.

Rayan che finalmente ha capito cosa vuole dire essere amato, coccolato e che finalmente dorme su di un piccolo materassino al morbido perché finalmente si sente al sicuro.

Rayan probabilmente recupererà la zampina posteriore destra, ma continuerà a non sentire più la sinistra troppo devastata dalle bastonate, diventerà un cagnolino tripode, ma per me è una grande vittoria, gli promisi a Febbraio che lo avrei portato in Italia per tentare il miracolo e il miracolo avverrà anche se a metà, ci ho creduto tanto, ogni volta che corro in un ospedale per un randagio sparato o avvelenato ci credo sempre, spesso non si riesce a salvarli ma qualche anima innocente ce la fa ed è questo che mi fa continuare a lottare contro i killer di randagi, ogni vita strappata alla loro crudeltà è una vittoria immensa per chi ama queste creature innocenti che hanno una sola colpa, essere nate animali randagi.

Rayan, Angela, Walter e Lara sono ora parte della mia famiglia e spero ci saranno altri come loro perché sto già preparando la prossima adozione del …Cuore.

Ciliegia, Rayan … tra poco un’altra sfortunata creatura lascerà l’Ucraina per arrivare in Italia, non è facile, ma bisogna farlo … è giusto farlo, gli occhi di queste creature non mi chiedono molto, solo … AMORE e questo voglio regalargli, ho visto e purtroppo vedo ancora troppi innocenti morire per mano dell’uomo in questa terra.

Tanti si sono dimenticati dopo Euro 2012 dei randagi ucraini, io non li voglio tradire, i loro occhi mentre morivano mi chiedevano di continuare, mi chiedevano di non tradire i loro fratelli ed io non voglio tradirli, per tanti sarà una stupidata ma in questi due anni e mezzo sono cresciuto in mezzo a loro come uomo e come essere umano e li ringrazio di questo. Poi ognuno pensi di me ciò che vuole, ma amare queste creature mi rende migliore. Ora ho capito cosa vuole dire amare disinteressatamente e loro lo fanno sempre, amano senza chiedere, amano perché non conoscono l’odio, amano perché sono puri e alle volte quando vedo che stanno morendo per mano dell’uomo … mi vergogno di appartenere alla razza umana.

Andrea Cisternino
Fotografo pubblicitario e animalista attivista 

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