E’ difficile raccontare una tragedia come quella che dal 2010 sta uccidendo tante creature innocenti in Ucraina e per cosa poi???

Per un gioco , per un business, ma non di certo per il senso dello sport che dovrebbe essere gioia, divertimento e unione.

In questo periodo ho visto la morte. Ho visto morire. Mi sono morte in braccio tante povere creature e l’unica colpa che avevano era essere nate randagie.
Il randagio umano spesso viene aiutato da altri uomini o associazioni, il randagio animale viene schifato, picchiato, avvelenato o sparato, ma nella migliore ipotesi preso e rinchiuso in una gabbia per il resto della sua vita, condannato all’ ergastolo da innocente, solo perché si e’ permesso di incrociare la strada con il signore umano o avere elemosinato una carezza o un tozzo di pane.

Gli umani uccidono, stuprano, rapinano, però a loro viene data una seconda scelta, il randagio se si permette di difendersi perché un uomo lo prende a calci o a sassate, allora lui e’ colpevole e deve essere abbattuto o rinchiuso in una piccola gabbia.

Al randagio animale non e’ permesso difendersi, il randagio non può difendersi , il randagio non parla il linguaggio degli umani e può piangere per ore, ma l’umano di lui non ha pietà, ha sbagliato e ora paga, invece quando è l’umano ha sbagliare, e’ malato e va’ curato.

Io sono sempre stato animalista attivista, sono saltato dentro allevamenti, fotografando l’orrore di quei posti e denunciando le atrocità subite da questi poveri esserini che impazzivano dentro minuscole gabbiette aspettando che un giorno una mano le afferrasse e le uccidesse, così che qualche donnina potesse indossare il suo pelo per andare in giro a vantarsi e sfoggiare questo falso lusso sporco di sangue innocente.

Ho salvato diversi animali, ho pianto, ho gioito, ma non ho mai provato sulla mia pelle tutto l’orrore che sto vedendo continuamente qui in Ucraina.

Ho iniziato più di un anno fa questa battaglia, da solo, mi dicevo “prima o poi qualcuno mi darà retta, qualcuno vedrà i miei documenti”. E’ passato tanto tempo, troppo, molte creature sono state private della loro vita … troppe, però ora mi ascoltano, mi credono, mi guardano, mi chiedono ed e’ questo che e’ importante.

Una volontaria un anno fa mi disse “tu sei come gli altri stranieri, promettete e poi andate via e gli animali muoiono”, io ho deciso di ascoltare, di fermarmi e di capire cosa succedeva e in strada ho scoperto l’orrore di ciò che facevano ai randagi, cani e gatti.

Ho deciso di andare anch’io in strada, in mezzo al fango, in mezzo alla neve, in mezzo alla pioggia e con i volontari di strada a temperature che arrivavano a 35 gradi sotto lo zero.

Ho vissuto con loro e mi sono innamorato di questi animali sporchi, che però appena portavamo loro un po’ di cibo, si illuminavano, ci circondavano, ci facevano mille feste e spesso ci leccavano le mani come per ringraziarci di quello che facevamo per loro.

Mi sono innamorato dei volontari, come li chiamo io ‘volontari di strada’, perché loro stanno in strada con i loro randagi, chi come Pietr ne gestisce 50, chi come Alina 80, Irina che gestisce più di 30 gatti e altri che ne gestiscono un po’ meno, ma che tutti i giorni sono con loro, sfamandoli, accudendoli e proteggendoli a costo della loro stessa incolumità.

Persone che come Alina mi dice “se mi uccidono tutti i miei cani, muoio con loro”, oppure Pietr che nonostante continuino a spaccargli le cassette dei suoi randagi , lui con pazienza le ricostruisce sempre e non si scoraggia mai e con il sorriso mi dice “noi siamo più forti di loro, noi volontari siamo come i chiodi d’acciaio, ci piegano ma non ci spezzano”, ed e’ questo che amo, la loro forza , il loro Amore che va oltre la cattiveria umana e con loro mi sono rafforzato e il mio amore per gli animali cresce .

Purtroppo molta gente non capisce, molta gente non va oltre, molta gente ha perso il senso della vita e crede che tutto sia dovuto all’animale uomo…ma non e’ così. Si sentono felici perché hanno l’ultimo telefonino, il computer tecnologicamente più avanzato, ma non hanno sentimenti, credono di averli, ma ne sono privi.

Amare gli animali e’ una cosa meravigliosa, ti riempie la vita, ti completa come uomo.

Amare gli animali, ti fa capire il vero senso della parola Amore per la vita, perché la vita e’ un diritto di tutti, non esiste vita di serie A (uomini) o vita di serie B (animali), la vita e’ un dono dato a chiunque e nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita ad un altro essere, uomo o animale che sia.

Vedersi arrivare addosso 50 randagi, che sbucano da ogni dove, e vederti circondato da loro, festanti, felici, ti riempie il cuore, non hai paura, ti emozioni, credetemi e’ una sensazione che provo quasi tutti i giorni, e’ indescrivibile, però in Italia qualcuno dice che sono “assassini, killer che sbranano la gente” ma allora i randagi ucraini sono diversi da quelli italiani???
No !!!
Probabilmente in Italia la gente i randagi li schifa, li picchia, li bastona, ma se provassero a dargli un pezzo di pane, forse sarebbero meno aggressivi perché non avrebbero fame.

Non tutti gli ucraini ammazzano i randagi, molti li sfamano e li dissetano, poi c’e’ chi li ammazza o chi li vuole morti perché non devono dare fastidio alle riprese tv, ai turisti o ai tifosi.

Hanno ammazzato moltissime creature ucraine, l’anno scorso solo a Kiev dicono più di 15.000 e continuano imperterriti, sordi allo sdegno che si e’ creato in Europa, sordi alle richieste di politici stranieri e perche’??? Gia’, perche??? Ma chi c’e’ dietro tutto questo???

Spero che un giorno qualcuno si prenda le sue responsabilità per questa strage, io intanto continuo a gridare da tutte le parti ciò che accade sperando che le mie grida arrivino dove devono arrivare e fermino questa vergogna prima che il cuore dell’ultimo randagio ucraino cessi di battere e allora dirò…ho perso , ha vinto il dio denaro, ha vinto la cattiveria umana.

Spero che questa tragedia faccia aprire gli occhi a molte persone su quello che gli animali nel mondo subiscono, non si può sempre continuare a dire: “io non lo sapevo”. Non e’ più un alibi per sentirsi a posto con la propria coscienza, oggi con tutti i mezzi tecnologici che ci sono tutti sanno, allora farebbero meglio a dire “Degli animali non mi frega niente”, farebbero una figura migliore.

Andrea Cisternino
Fotografo e delegato Oipa

 

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