uccellatore II
GEAPRESS – Un cittadino calabrese, sbarcato a Malta lunedì scorso, con 833 uccelli protetti nascosti nell’auto tra cassette di verdura, è stato fermato dalla Polizia maltese. Processato per direttissima il contrabbandiere è stato condannato a 12 mesi (con pena sospesa) e 2600 euro di multa. L’autovettura e gli uccelli sono stati confiscati.

E’ il terzo grosso carico di uccelli protetti proveniente dalla zona di Villa San Giovanni che viene intercettato dal mese di  ottobre 2014. Uno a Messina (ad opera della Guardia di Finanza) e due da parte della Polizia maltese. I soggetti intercettati sono sempre gli stessi:  delinquenti molto conosciuti nell’ambiente calabrese, con un lungo elenco di precedenti penali specifici. Eppure a Reggio Calabria possono continuare a catturare illegalmente gli uccelli, ad acquistarli da altri uccellatori, a venderli ed a trasportarli all’estero in condizioni penose (molti arrivano a destinazione già morti), senza che efficaci attività investigative di contrasto vengano poste in essere per neutralizzarli.

L’uccellagione in provincia di Reggio Calabria è un sistema organizzato. In questo particolare momento, in cui è forte il movimento migratorio primaverile, centinaia di uccellatori stanno svolgendo la loro attività illecita sulle colline calabresi con reti prodine, con reti fisse e con reti montate su canne ed azionate manualmente da enormi palizzate ancorate agli alberi di alto fusto.

I singoli uccellatori conferiscono il risultato delle loro catture ai grossisti che gestiscono il traffico illegale, uccellatori anch’essi. Cosi centinaia di migliaia di cardellini, verzellini, lucherini, fringuelli, tordi, merli, frosoni finiscono per sempre di volare. I maschi trasportati a Malta o nel Nord Italia per essere utilizzati come richiami vivi. Le femmine uccise per schiacciamento della testa e spedite ai ristoranti del Nord.

Nel passato questo sistema è stato contrastato dal Corpo Forestale dello Stato in due modi: con l’attività di investigazione, che ha consentito la scoperta ed il sequestro di enormi voliere o di capannoni nei quali venivano stoccati gli uccelli; con la denuncia penale dei singoli uccellatori.
Oggi questo sistema di controlli non esiste più. Eppure i mezzi tecnologici oggi disponibili consentirebbero alla Polizia giudiziaria di operare, rispetto al passato, con più efficacia e minore dispendio di energie. Ed invece la scorsa stagione venatoria è stata quella in cui si è toccato il fondo: nemmeno un uccellatore risulta essere stato denunciato in provincia di Reggio Calabria dal CFS dal primo settembre al 31 gennaio, il periodo più proficuo per l’uccellagione.

Le catture sono continuate, come e più di prima; sono continuate le spedizioni (i tre carichi sequestrati sono stati, con ogni probabilità, solo una goccia nel mare), ma di sequestri in Calabria nemmeno l’ombra.
Per denunciare questo grave stato di cose il CABS ha inviato oggi una lettera ai Ministri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole e Forestali, chiedendo che vengano assunte le opportune  iniziative affinchè il Corpo Forestale dello Stato ripristini in provincia di Reggio Calabria efficaci controlli sull’attività venatoria e sull’uccellagione, cosi come prevede la legge 157.

Nel frattempo agli amanti della natura, a chi si preoccupa per la sorte degli uccelli,  a chi ha a cuore la difesa della legalità non resta che sperare nella fortuna e nei controlli eseguiti altrove.

Nella foto, uccellatore della provincia di Reggio Calabria, colto dalle telecamere nascoste del CABS intento ad azionare la rete. Per potere installare la trappola è stato tagliato un tratto di bosco.

Giovanni Malara – Responsabile Nucleo CABS Reggio Calabria

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