Orso e Gulliver. Una storia di amicizia, incondizionata, tra due cani anziani come lo sono tutti i cani di Mirabello Sannitico. Orso muore e Gulliver si lascia morire. “Cose che solo gli animali sono capaci di fare” dice Giusy, che insieme alla mamma Maria Rosaria Romano gestisce il rifugio di Mirabello Sannitico. Un ospizio, sottolineano Giusy e Maria Rosaria. Duecento cani anziani e malati. In una collina tra due correnti, un luogo dove è difficile ogni comunicazione.

La storia di Orso ve la proponiamo scritta da Giusy. Sul testo volutamente non abbiamo apportato alcuna modifica per fare arrivare al lettore la verità dei sentimenti e delle parole di Giusy.

Ricordiamo ai lettori di GeaPress che chi volesse aiutare i cani di Mirabello Sannitico può farlo direttamente sulla PAGINA DEDICATA. Ogni contributo, pur piccolo, è comunque una carezza ai vecchietti di Mirabello. La Redazione di GeaPress

Mirabello Sannitico: dedicato al buon e grande amico “ORSO”

È passato più di qualche giorno da quando Orso se ne è andato. È volato in cielo, ritrovandosi insieme ad i suoi vecchi amici di Mirabello!

E, se certe cose potessero davvero accadere, mi piacerebbe che da lassù potesse prendersi gioco del suo “padrone”, quello che lo ha mandato in canile poiché, i clienti del suo grandissimo ristorante immerso nel verde (quindi un box per Orso certamente poteva essere fatto pur di lasciarlo lì a casa sua) ne avevano paura e, a detta sua, schifo (Orso infatti era magrissimo ed aveva una brutta dermatite).

Così, Orsone, è arrivato da noi e, fin dall’ inizio non c’era giorno che non usciva al di fuori del cancello, per ritornare lì nella sua vecchia dimora (poiché dista poco dal rifugio), dal suo “fedele amico” e non vi dico le telefonate di costui perché andassimo a riprenderlo…

Un giorno però, da solo Orso ha capito che lì non era affatto gradito ed ha cominciato a fare delle lunghe passeggiate attorno al canile, dove c’è tanto verde, ad accucciarsi davanti al cancello e ad aspettarmi la notte finché chiudessi l’ultima luce dell’ultimo box, lo chiamassi (a volte ad alta voce perché vecchietto e quindi sordo) lo accompagnassi alla sua cuccia (dove aveva sempre la sua coperta) e lo salutassi per la notte!

Questo era Orso in tutti questi anni: “due occhioni neri tondi e grandi immersi in un soffice pelo bianco (grande, proprio come un orso) che si “strusciava vicino le gambe” di chiunque venisse al canile, perché desideroso di coccole! Veramente un orso…dolcissimo!

C’è da dire che questa estate non la dimenticheremo mai (un po’come la nevicata di febbraio scorso), il caldo così rovente ha creato tantissimi problemi a tanti cani vecchietti e, sapete che nel rifugio lo sono quasi tutti!

In più, siccome la stupidità di certi esseri umani non ha limiti, mi hanno lasciato davanti al cancello, 11 cuccioli, tutti insieme, 6 nati da pochi giorni e 5 di una cucciolata più grande, denutriti, sporchi e ricoperti di pulci e zecche! Quanto penare per mandarli avanti tutti, quante lacrime versate per quei piccoli, innocenti che non ce l’hanno fatta (4 di loro sono morti) e, quanta gioia provata nel vedere quei pancioni pieni e, quegli occhietti aperti e vispi di chi, tra loro, è riuscito a sopravvivere alla cattiveria umana!

In questo frangente, Orso si è ammalato, lui era in terapia da quasi un anno per via del cuore che non funzionava bene! Lo avevamo tosato all’inizio dell’estate e, nonostante le sue lunghe passeggiate e rinfrescate nel torrente che circonda il canile all’improvviso, non ha più mangiato né camminato! Lo abbiamo subito ricoverato al fresco in una casetta che abbiamo nei dintorni ma, in soli due giorni ci ha lasciati…

Ancora oggi non riesco a crederci, non riesco ad abituarmi all’idea che, quando metto tutti a nanna per andare via, lui non c’è più lì fuori che mi aspetta perché vuole essere accompagnato.

Ancora oggi tutte le notti lo chiamo a voce alta perché so che Orso mi sente ed aspetta di rientrare insieme a me a Jenny, sua compagna di merende; assieme al suo dirimpettaio Gulliver che, dopo solo cinque giorni dalla morte del suo grande amico, si è lasciato andare non volendo più mangiare né camminare (cose che solo gli animali sono capaci di fare)!

E, solo con tanto amore (sono costretta a lavarlo tutti i giorni, 35 kg di cagnone) e, una costante terapia di antidolorifici Gulliver, si è ristabilito protetto e vigilato dal suo dolce angelo custode “il buon Orso”!!!

Giusy Messina

Oasi del Randagio di Mirabello Sannitico (CB)

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