Gruccione morto
Caccia illegale a Malta. Un’esperienza osservata direttamente, quale volontaria italiana per BirdLife Malta. Si tratta, come ormai noto, di una NGO che da anni si impegna a salvaguardare l’ambiente con particolare attenzione alla protezione degli uccelli.

Per farvi capire meglio quale sia la situazione cerchero’ di riepilogare cio’ a cui stiamo assistendo in questi giorni, dopo l’inizio ufficiale della stagione di caccia indetta in data 10 Aprile con fine prevista il 30 dello stesso mese.

Solo per iniziare il 22 aprile, un alto funzionario della locale federazione dei cacciatori è stato fotografato mentre stava cacciando all’interno di Foresta 2000, un’importante area protetta che prevede la reintroduzione della macchia mediterranea. Inutile dire che in questo luogo, ogni forma di caccia è severamente vietata. A questo grave avvenimento, si deve aggiungere di un residente di Mellieha, cittadina a nord dell’isola, condannato per lo stesso comportamento. L’ultimo atto, però, risulta ancora piu’ grave, considerando che solo qualche giorno prima, il 19 aprile, due uomini mascherati sono stati colti in flagrante correre e sparare sempre all’interno dello stesso santuario naturale.

Purtroppo questo mi porta a considerare che nonostante il nome della principale organizzazione di riferimento dei cacciatori di Malta includa la parola “conservazione”, come ha dimostrato bene uno dei suoi principali esponenti, sembra esserci molta confusione al riguardo.

Ancora il 23 aprile un altro cacciatore è stato avvistato all’interno di Fort Delimara, antica torre di controllo, oggi partimonio culturale gestito da Heritage Malta (Agenzia Nazionale per i Musei e le pratiche di Conservazione del Patrimonio Culturale). Dalle ultime notizie pare avesse uno speciale permesso per poter cacciare in questo luogo. Mi chiedo allora con quale criterio lo Stato elargisca i permessi di caccia a sfavore del comune partimonio culturale.

Dall’inizio della caccia primaveriale, 20 esemplari protetti sono morti a causa di ferite d’arma da fuoco tra cui: 6 gheppi, 1 cuculo, 1 gruccione, 2 albanelle pallide, 2 succiacapre, 1 lodolaio, 1 tortora dal collare, 1 falco di palude, 1 piro-piro culbianco, 1 gufo di palude, 2 torcicollo, 1 piccione selvatico occidentale, quasi il doppio dello scorso anno. Tralasciando la percentuale dei casi abbattuti e mai pervenuti e quella dei casi mai riportati perchè mai visti.

Mi sembra altrettanto importante spendere due righe, su cosa sia considerato lecito ed illecito durante la stagione di caccia, premettendo che dal 2010 Malta ha ignorato il verdetto di colpevolezza che la Corte di Giustizia Europea ha promulgato nei suoi confronti per aver aperto la stagione di caccia in primavera.

Significative sono le dichiarazioni di Andrea Zanoni, membro italiano del Parlamento Europeo della commissione ENVI (Ambiente, Sanita’ Pubblica e Sicurezza Alimentare) e della commissione EMPL (Occupazione e Affari Sociali). Poco dopo l’ ufficiale apertura della stagione di caccia, Zanoni ha dichiarato: “E’ inaccettabile che uno stato membro dell’Unione europea, violi il diritto comunitario aprendo il fuoco su migliaia di specie migratorie” e ancora “Malta rischia di diventare il selvaggio West d’ Europa”.

Durante la caccia e’ permesso abbattere unicamente due specie: quaglie e tortore, di cui 5.000 per la prima categoria e 11.000 per la seconda, per un totale di 16.000 uccelli. Inoltre la caccia è proibita due ore prima del sorgere del sole e dopo le tre del pomeriggio, dopo le 12.00 il sabato e non è ammessa durante la domenica. Esaminando le leggi a partire dal 2010 si puo’ notare come cresca il numero di uccelli uccisi: 9000 tortore tre anni dopo diventano 11.000 e 2500 quaglie nel 2010 diventano 5000 nel 2013.

A questo si deve aggiungere l’abolizione della licenza di caccia che prima veniva elargita previo pagamento di 50 euro rimossa a partire da quest’anno, insieme alla fascia da porre sul braccio, ulteriore simbolo di riconoscimento che aiutava la polizia a monitorare la presenza dei cacciatori. In totale oggi le licenze di caccia sono 3000 in piu’ rispetto allo scorso anno, cifra che ci deve far riflettere e che puo’ essere spiegata solo a seguito delle elezioni tenutesi lo scorso 9 marzo 2013, che hanno cercato di ricavare consensi dagli oltre 9.500 cacciatori, vera lobby in grado di avere grande influenza politica in questo arcipelago.

Ma non mi voglio dilungare a spiegare come le leggi siano cambiate in questi ultimi tre anni, perchè oltre ad essere un iter abbastanza intricato risulterebbe controproducente se si volesse cercare di analizzarlo per capire come siano stati tutelati fauna selvatica e ambiente.

Questo è quello che sta succedendo in questi giorni a Malta. La caccia e la cattura illegali sono azioni criminali che non si possono e non si devono accettare; richiedono un impegno concreto da parte di tutti per essere denunciate ed eliminate definitivamente. Le innumerevoli specie di uccelli protetti, di cui alcuni a rischio di estinzione, sono patrimonio dell’ umanita’. Nessuno ha il diritto di alzare le armi verso di loro, lasciamoli a chi ha occhi belli per porterli osservare e apprezzare nella loro natura, con ali per volare liberi.

Come dicevo mi trovo ad essere una dei 38 volontari europei venuti a Malta per aiutare BirdLife Malta che, per porre fine a questa inutile strage  ha organizzato Spring Watch 2013. Un campo organizzato ogni anno durante la stagione di caccia e il periodo in cui la migrazione primaverile raggiunge il suo massimo livello. L’obbiettivo è quello di pattugliare il territorio e denunciare le attività di caccia illegale oltre a raccogliere importanti dati sulla migrazione.
Quello che cerchiamo di fare con impegno in questi giorni e’ tentare di scoraggiare i cacciatori nel violare le leggi; ci assicuriamo che questi non caccino nelle ore non permesse e registriamo importanti dati che saranno presentati davanti alla Commissione di Giustizia Europea.

Per finire mi piacerebbe dar voce ad alcune delle persone, volontari e non, con cui ho condiviso delle intense giornate nel comune impegno alla lotta contro la caccia illegale. Ricordando che si dimostara di amare veramente la natura solo quando si decide di trovare del tempo da investire in un progetto, che abbia bisogno di noi, di un aiuto tangibile, per vedere un cambiamento reale che sia nel proprio paese o in un altro non importa, purche’ci si impegni ad essere protagonisti attivi a favore di questo miglioramento.

Steve Michlewright, Executive Director di BirdLife Malta: “E ‘solo quando si è testimoni del numero di cacciatori e della varietà di uccelli che vengono uccisi illegalmente, che ci si rende conto di quanto sia grave il problema della caccia illegale a Malta. Abbiamo bisogno di un’azione proveniente da tutta europa per affrontare il problema, perché le direttive dell’unione europea sugli uccelli non consentono la caccia primaverile e Malta infrange le regole da scappatoie che sfruttano la legge”.

Marianne Leenders: “Non basta essere consapevoli di quello che sta succedendo, bisogna venire qui e vedere con i propri occhi. Ci sono giorni dove sembra che piovano dal cielo proiettili come pioggia. Non si puo’ ignorare questa situazione, non c’e’ niente di peggio del silenzio”.

Judith Knight: “La caccia e’ qualcosa di primitivo, a maggior ragione se si caccia illegalmente, gli uccelli appartengono a tutti e nessuno ha il diritto di ucciderli”.

Anders Gray: “Dopo cinque anni di campo e’ bello vedere come Malta sia, anche se di poco, migliorata. Guardare tutti gli uccelli volare liberi senza che siano uccisi mi rende davvero felice. Spero che BirdLife Malta continui a fare progressi contro la caccia illegale”.

Michela Checchi
Volontaria BirdLife Malta

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