cardellino ag
GEAPRESS – All’inizio pensavo di avere scattato al contrario, e ho ingenuamente girato la foto.

Poi ho capito che era così, al contrario, perchè il cardellino, nato per vivere libero, era invece costretto in una gabbia disumana e disperato, si era messo al contrario.

Non ho la pretesa che il mondo capisca la tristezza che si prova a vedere animali rinchiusi in spazi allucinanti, catturati (illegalmente), sottratti a cieli privi di ostacoli, a volare liberi nel vento,  poggiarsi su rami e non canne orizzontali, innaturali anche loro.

No, non ho questa pretesa. Ma pretendo, ora più che mai, che chi fa soffrire esseri viventi, chi li priva della loro libertà, chi li costringe a morire subito o lentamente in spazi che manco si potrebbero definire tali, sia duramente condannato, perseguito per il tanto, incommensurabile dolore che infligge a specie protette da decenni.

In 34 anni ho assistito infinite volte a sequestri, liberazioni, ho raggiunto luoghi angusti, lerci, chiusi, nascosti per verificare specie e condizioni eppure, queste due ultime settimane, tra il sequestro del Nucleo Mobile della Guardia di Finanza e la scoperta delle bare dei Frosoni (vedi articolo GeaPress), e pochi giorni addietro, il mondo al contrario, di questo cardellino e tantissimi altri, del sequestro del Nucleo Radio Mobile del Comando dei Carabinieri di Milazzo (vedi articolo GeaPress), mi hanno scioccato, più di altri.

Forse perchè mi rendo conto che dal primo sequestro che richiesi, 34 anni fa, nulla ha indotto questi criminali a smetterla, o forse perchè so, giorno dopo giorno sempre più, che i criminali sono troppi per riuscire a fermarli tutti e la tristezza prende il sopravvento.

Non so, so solo che sento di ringraziare con tutto il cuore, e a nome di chi ha rispetto per la vita altrui, animali compresi, sia la Guardia di Finanza che i Carabinieri che hanno restituito la libertà a chi è sopravvissuto alle crudeltà di questi criminali.

Ai frosoni che sono sopravvissuti nonostante quelle scatole allucinanti, ai verdoni, verzellini, cardellini, frinquelli, lucherini, fanelli, passere lagie che hanno, in attimi convulsi e a loro incomprensibili, capito che finalmente non c’era più nulla a separarli dal cielo, finalmente. Ed è stato un canto senza sosta, irrefrenabile, voli di gioia, senza più limiti nè paure.

Il meglio dell’umanità li ha sottratti al peggio che avevano avuto la sventura di incontrare nel loro volo che natura voleva libero. Grazie, di cuore.

Anna Giordano
MAN – Associazione Mediterranea per la Natura

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