Il 3 novembre 2011 Guido deFilippo, segretario nazionale della Lega per l’Abolizione della Caccia, è morto a Milano. Era stato attivo con la LAC fin dalla sua fondazione, nel lontano 1978.

Ha dedicato tutta la sua vita alla difesa della Natura e degli animali, senza risparmio, con coerenza e intransigenza, insistendo sempre sull’importanza di coniugare ambientalismo e animalismo.

Guido c’era sempre, era un punto di riferimento sicuro e competente per tutti, ognuno con il suo particolare problema, ognuno con una domanda. Dava sempre un’indicazione utile, una risposta; insomma, c’era, e faceva da collante per le tante realtà diverse.

Non smetteva mai di studiare, di aggiornarsi, la sua casa è piena di libri e riviste sugli uccelli e non solo, libri che non ha mai smesso di sfogliare, ogni giorno. Per questo e per la lunga esperienza sul campo, conosceva bene la vita degli animali, e soprattutto la sapeva trasmettere agli altri. Perché la cosa che gli piaceva fare di più, quella che gli riusciva meglio, era parlare agli altri degli uccelli che amava, e lo sanno i tanti ragazzi che lo hanno ascoltato, negli anni, ai corsi per la riabilitazione degli animali selvatici, antibracconaggio, e riconoscimento specie. Sapeva come parlare, sapeva tenere viva l’attenzione raccontando la vita segreta delle siepi e dei merli.
Ha curato e ridato libertà a centinaia di animali in difficoltà, a piccoli caduti dal nido, agli uccelli feriti che trovavano nuova vita nella sua casa accogliente.

Un profondo, totale, rispetto per ogni forma di vita. Per questo il suo amore per l’India, madre del rispetto e della tolleranza verso tutti gli esseri viventi.
Per questo il suo impegno senza risparmio contro la caccia, ingiustizia che grida vendetta, e la sua decisione di andare avanti comunque, anno dopo anno – e ne sono passati più di 30 – anche quando la gioia per le continue nostre vittorie legali si trasformava la stagione seguente in delusione per un’altra legge in deroga, per un’altra apertura dei roccoli. Come se niente fosse, e sembrava che non avesse senso andare avanti.

Domenica 23 ottobre, a Colle San Zeno, siamo accorsi là dove i cacciatori stavano massacrando gli uccelli sul valico. E’ stata una bella mattina, la nostra presenza ha permesso che ne passassero tanti indenni, e Guido era contento.
Poi siamo tornati a casa, e il suo cuore ci ha lasciato.

Gli amici della LAC