Myocastor Coypus o, comunemente, nutria, è un tipo di castorino che vive a stretto contatto con l’acqua, importato nel nostro paese per commercializzare il relativo manto peloso e, successivamente, “abbandonata” nelle campagne per un ribaltamento della tendenza economica e di mercato.

In data 24 marzo 2012, come accuratamente documentato dall’Associazione MI.F.A., a Buccinasco (MI), viene notata la presenza di un sacco nero situato sotto il cartello del fontanile Molinetto e, purtroppo, al suo interno una carcassa di nutria uccisa da qualcuno, con una data presunta di 1 o 2 giorni prima rispetto a quella del ritrovamento. Sul sito suindicato sono pubblicate le foto effettuate.

Senza entrare nello specifico della descrizione, pare che la morte sia potuta essere cagionata da avvelenamento o sparo: metodi comunque illegali, poiché l’eventuale abbattimento, qualora dovuto, deve essere compito da personale autorizzato.
E’ stata pertanto effettuata la segnalazione da parte dei cittadini presenti al momento del ritrovamento, alla competente Polizia Provinciale nonché alla Polizia Locale di Buccinasco.

Successivamente, in data 1 aprile 2012, nella stessa località sopra specificata, sono stati nuovamente rinvenuti due sacchi neri con dentro delle carcasse di nutria uccise in modo illegale.

Si è quindi provveduto ad effettuare nuova segnalazione alla Polizia Provinciale con richiesta di sopraluogo e, contestualmente, depositata una denuncia per uccisione illegale di fauna selvatica. Si tiene a sottolineare che la Polizia Provinciale è stata assolutamente collaborativa, non soltanto nel seguire il caso di specie, ma anche manifestando piena disponibilità nella ricezione della denuncia per gli illeciti contestati.

Ciò premesso, sotto il profilo normativo, si osserva che, solo gli organi competenti possono effettuare l’abbattimento degli animali selvatici come, nel caso in questione, della nutria ma, garantendo l’utilizzo di determinati metodi e la presenza di una ditta predisposta al recupero, trasporto e smaltimento delle carcasse.

La fattispecie innanzi descritta viola, quindi, quanto prescritto anche dalla normativa relativa allo smaltimento delle carcasse.

La nutria è considerata per legge come animale facente parte della fauna selvatica e soggetta alla normativa di cui alla Legge nazionale n. 157/92 (norme per la protezione della fauna selvatica e omeoterma e per il prelievo venatorio), ad eventuali Ordinanze contingibili ed urgenti emesse dai Comuni competenti.

La Legge n. 157 del 11 febbraio 1992 citata prevede, in particolare, all’art. 19 comma secondo, che “le Regioni, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, (…) provvedono al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia.(…) Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l’Istituto verifichi l’inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento. Tali piani devono essere attuati dalle guardie venatorie dipendenti dalle amministrazioni provinciali. Queste ultime potranno altresì avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, purché muniti di licenza per l’esercizio venatorio, nonché delle guardie forestali e delle guardie comunali munite di licenza per l’esercizio venatorio.

In base alla presente disposizione normativa, quindi, l’eventuale e giustificato “contenimento” della fauna selvatica deve essere attuato come “intervento straordinario”, diverso dalla caccia, eseguibile solo per motivi particolari da un numero ristretto, qualificato e autorizzato di personale.

Secondo quanto disposto dalla L. 157/92, le Regioni hanno il potere di effettuare il controllo in merito alla presenza delle specie di fauna selvatica anche in zone esenti dall’attività venatoria ma, l’eventuale limitazione del numeri di esemplari presenti in una determina zona, deve essere effettuato mediante l’utilizzo di metodi ecologici incruenti su parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e, soltanto qualora ne sia dallo stesso Istituto accertata la relativa inefficacia, le Regioni potranno autorizzare piani di abbattimento.

L’interpretazione di tale previsione normativa viene confermata anche dall’orientamento giurisprudenziale prevalente che considera l’abbattimento della fauna come evento subordinato all’utilizzo di metodi ecologici incruenti, così il TAR Friuli Venezia Giulia, con sentenza del 22 novembre 2007, n. 732 ha disposto che “I piani provinciali di abbattimento devono dar conto del previo esperimento di metodi ecologici e dell’inefficacia di detti metodi incruenti certificata dall’INFS (ISPRA)”.

Ancora si segnala che, il TAR Veneto, sez. II, con sentenza del 24 ottobre 2008, n. 3274 ha disposto che “in coerenza, peraltro, con la propria, precedente sentenza n. 862/08 – ritiene di dover applicare alla fauna di cui si tratta, costituita dai “piccioni inselvatichiti(vale a dire che di fatto hanno assunto un sistema di vita quanto meno simile a quello selvatico), il regime di contenimento proprio delle specie selvatiche, che per legge non può che attuarsi con metodi ecologici, quale certamente non è la caccia, peraltro operata al di fuori dei suoi ordinari limiti normativi (cfr. l’art. 19, II comma, che prevede che le Regioni possono autorizzare, ricorrendone i presupposti, piani di abbattimento da attuarsi dalle guardie venatorie dipendenti dalle Amministrazioni provinciali). Rispetto a tali principi, pertanto – alla stregua dei quali occorre previamente verificare l’inadeguatezza dei metodi ecologici (ritenuti dalla legge prioritari rispetto all’abbattimento) e, ciò verificato, autorizzare all’abbattimento esclusivamente i soggetti indicati dalla legge.”

Tutto ciò premesso, l’uccisione delle nutrie presso la località di Buccinasco, rappresenta abbattimento illegale ed in contrasto con le disposizioni di cui alla Legge n. 157/92.

Denunciare alle Autorità competenti violazioni di questo tipo è doveroso ed efficace al fine di collaborare perché le pratiche di abbattimento illecito della fauna selvatica siano punite a norma di legge.

La nutria è stata introdotta nel territorio italiano soltanto per interessi economici e, come di consueto, da un errore umano è l’animale a dover essere sacrificato.

I metodi ecologici ed incruenti sono scientificamente validi e, come previsto per legge, devono essere obbligatoriamente valutati e messi in pratica prima di optare per l’abbattimento della fauna selvatica.

A maggior ragione, l’abbattimento illegale deve essere sanzionato dalle Autorità competenti.

Non si esclude, infine, la violazione della normativa di cui alla Legge 20 luglio 2004, n. 189, “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate” in riferimento alla ipotesi di uccisone di animali ex art. 544 bis C.P.: ipotesi che sarà valutata dalla Procura competente in seguito alla denuncia depositata nel mese scorso.

Avv. Claudia Taccani
Foro di Milano

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