uccello da richiamo
GEAPRESS  – “ […] nove anelli furono dati alla razza degli uomini che più di qualunque cosa desiderano il potere. Perché in questi anelli erano sigillati la forza e la volontà di governare tutte le razze.

Dal genio di J. R. R. Tolkien, l’occasione per parlare, con linguaggio figurato, dell’avidità e della slealtà umana nei confronti di tutte le altre creature animali.

Portati a confondere l’autunno con la primavera, periodo degli accoppiamenti, e indotti a cantare, i richiami vivi attirano così a portata di fucile del cacciatore altri esemplari della stessa specie. I richiami vivi, ingannati, tradiranno i loro stessi simili. Allodole, cesene, merli, tordi sassello, tordi bottaccio, colombacci e pavoncelle, ma anche fringuelli, frosoni e tante altre specie non troveranno altro riposo che la morte.

Perché tutto ciò avvenga basta un anello serrato sulla zampa: un Anello per domarli tutti.

Un anello per trasformare un uccello selvatico da patrimonio indisponibile dello Stato ad uno schiavo privato della libertà e di ogni diritto, giuridicamente considerato proprietà assoluta di un padrone. Poi, la Procedura di infrazione n. 2014/2006, avviata dalla Commissione europea ai danni dell’Italia in quanto, nelle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana, la cattura di sette specie di uccelli mediante l’utilizzo di reti è stata autorizzata ed attuata in violazione della direttiva 2009/147/CE (‘Direttiva Uccelli’) che invece vieta espressamente la cattura degli uccelli attraverso tali reti. L’approvazione al Senato del Ddl n. 1962, recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea (Legge Europea 2014).

Forse la fine dell’uccellagione di Stato, con reti della pubblica amministrazione. Ma nessun divieto all’impiego di questi uccelli nella caccia da appostamento, e la possibilità per i cacciatori di continuare ad utilizzarli se provenienti da allevamento.

Non solo, nessuna limitazione numerica all’impiego di richiami appartenenti alle specie cacciabili provenienti da allevamento (art. 20 co. 8 Legge regionale veneta 9 dicembre 1993, n. 50): un cacciatore potrebbe impiegarne anche a centinaia in un colpo solo!

I fatti dimostrano come il divieto di compravendita di uccelli selvatici viventi in Europa, quindi non di allevamento, possa essere aggirato attraverso pratiche illegali già in uso: la prassi di falsificazione degli anellini inamovibili, che dovrebbero identificare la provenienza dell’animale, è molto diffusa e può vanificare qualsiasi possibilità di distinguere tra uccelli da allevamento ed esemplari catturati illegalmente.

Ma, ancor più della contraffazione, fa l’assenza di controlli o il render vano il lavoro delle Guardie. In due parole: la certezza dell’impunità.
“Uno a uno i paesi liberi delle Terre di Mezzo caddero sotto il potere dell’Anello, ma alcuni opposero resistenza: un’ultima alleanza…”
I nemici dei popoli liberi della Terra di Mezzo, saranno mai sconfitti?

Ente Nazionale Protezione Animali – Padova
Gruppo d’Intervento Giuridico – Veneto
Coordinamento Protezionista Padovano

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