randagio
GEAPRESS – I cani randagi sono spesso preda di macchine in corsa, vagano affamati senza sosta,  contraggono malattie dalle quali non guariranno più.
Per fortuna ci sono persone che adottano i cani, piccoli o grandi che siano, belli o brutti che appaiono. A Bonito (AV), nel corso degli anni, almeno 200 cani sono stati adottati o accuditi, con grande salute per i cani e per la crescita dell’amore per la vita: per dirla con San Francesco, i cani sono creature. La sensibilità civica aiuta anche l’economia cittadina: il comune paga 1600 euro al mese circa, per 20 cani nei canili autorizzati. Pagherebbe circa 20.000 euro al mese se non vi fossero state adozioni massicce, e, a questo punto, potrebbe anche dichiarare il fallimento.
Ciò non toglie che il fenomeno del randagismo continua. L’abbandono è la causa prima del randagismo.
Chi abbandona? Chi pensa che i cani siano giocattoli, da prendere e lasciare a proprio piacimento. Un cane richiede cura, tempo, sensibilità. Il cibo è solo una componente della cura: C’è la cura sanitaria, la cura dell’affetto, la cura della presenza.
Un cane ti aspetta, ti segue, sopporta i tuoi umori, le tue impazienze, le tue distrazioni. Un cane si lega a te, quale che sia la tua età, il sesso, il carattere, la  professione, l’ideologia.
Tu puoi abbandonarlo, ma il cane non può trovare un altro padrone dall’oggi al domani. Ti aspetta all’incrocio dove lo hai lasciato in un paese diverso dal tuo. Ti raggiunge ovunque tu sia, se il fiuto è compatibile con la distanza che hai messo all’abbandono. Tu invece lo abbandoni con disinvoltura, se ti stanchi, se vai in vacanza, se ti pesa occuparti di lui.
In tanti continueranno la buona pratica civica.
Può anche il Comune proporre e pianificare l’affido, la sterilizzazione dei cani randagi e padronali, un ricovero temporaneo in attesa dell’affido? Può mantenere le promesse della campagna elettorale? Può far si che le leggi che regolano il randagismo vengano applicate? E le ASL?

Emilio Mauro Merola – Responsabile LIDA e LAC – Avellino

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