Ho conosciuto Giorgio Nebbia forse trenta anni fa, professore emerito di merceologia, ricercatore, saggio. Nebbia, nelle Università italiane ha parlato per decenni a migliaia di studenti e li ha istigati a guardare dentro le merci, a cercare le loro origini, a valutare il loro uso, a porsi il problema della loro fine (in realtà Nebbia è uno dei sostenitori del nulla si crea – nulla si distrugge e della eternità della sostanza delle cose) o del loro termine di utilizzo.

Giorgio Nebbia è un grande oppositore del nucleare senza se e senza ma. Nebbia è uno attento ai componenti naturali degli oggetti, degli alimenti, ai tempi della Natura, alle alterazioni climatiche ed è molto preoccupato della capacità dell’uomo di inventarsi “cose” innaturali, estranee alla Terra. Ricordo che nelle sue lezioni alle Università insisteva sul fatto che solo nell’ultimo secolo, e con progressione geometrica, l’uomo è stato capace di immettere sul suolo, nell’acqua, nell’aria circa 20mila composti (assemblaggio vario di componenti chimici diversi) che prima semplicemente non esistevano e che non esistono in Natura, ossia che nel tempo di circa 8 miliardi di anni la Terra non è mai stata capace di realizzare.

L’emerito professore sostiene che se la Terra non ha prodotto un elemento o un  composto non lo ha fatto semplicemente perché non sa come “smaltirlo” o assumerlo, cioè non sa come “viverselo”.

Ecco gli uomini dell’ultimo secolo stanno immettendo sulla Terra “cose” che la Terra stessa non saprà mai come affrontare.

Il nucleare è l’uso perverso di alcuni materiali naturali in maniera tale che neanche i suoi inventori sono capaci di gestire. 

A cosa serve l’energia nucleare?  Serve a far bollire l’acqua.

Tutto il battage, la ricerca, la difesa, l’autoritarismo, l’imposizione, la divisione dei Popoli, i morti, i tumori, le guerre, il filo spinato, il cemento solo per bollire l’acqua.

Sì. Nelle centrali nucleari si deve produrre VAPORE, con tecnologie sofisticate e costose, ma solo per produrre vapore.

Il nucleare è l’uso spinto della tecnologia e la messa a rischio di intere parti del Pianeta Terra solo per produrre aria calda che circolando in impianti sempre più raffinati fa girare turbine che producono energia elettrica.

La macchina a vapore è vecchia più di due secoli e la nostra ricerca invece di cambiare la macchina a vapore cerca solo come produrre vapore con materiali diversi.

Povero uomo, come è vecchio, è diventato cieco, non crede più nel suo futuro.

Anzi, questo povero uomo è anche disperato. La sua disperazione non gli permette di considerare che quando avvelena l’acqua che fa bere ai suoi figli, quando ammorba l’aria che lui stesso respira, quando uccide parti di Terra, non sta facendo un suicidio, sta compiendo un biocidio.

Con frequenza settimanale sul Pianeta Terra accadono incidenti nucleari più o meno gravi, verificate  e scoprirete la sconosciuta frequenza di problemi che questo tipo di bollitore d’acqua procura.

Per produrre energia elettrica, che serve solo agli uomini ed al suo benessere (sic!), si condannano a danni certi per l’eternità intere porzioni della Terra con tutto il vivente – il bios – che contiene.  Spesso dopo qualche mese o qualche anno da un incidente nucleare ci mostrano immagini di animali da allevamento o piante alimentari deformi, modificate, “inservibili”.

Raramente mostrano immagini di Terra morta, morta tutta.

Sarà perché l’uomo, così potente ed arrogante, in fondo ha davvero paura della morte e soprattutto ha paura della morte della sua Madre.

Ma l’uomo è profondamente, arrogantemente stupido e preferisce non sapere, non riflettere; e poi le piante, gli animali a cosa servono? Sono assoggettati ai piaceri dell’uomo ed allora?

Che muoia l’uomo con tutti i suoi servitori.
E se poi servitori non sono?

Pio Acito  –  disaster manager