cucciolo sequestro
GEAPRESS – Nelle ultime settimane le Forze dell’Ordine hanno portato a compimento due diverse operazioni di polizia dove sono state sottoposte agli arresti domiciliari alcune persone accusate di traffico di cuccioli.  Due operazioni che confermano anche l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema che appare quasi incredibile possa ancora esistere.

Quali le cause di questo dilagante commercio?

Certo, alla base, c’è la richiesta del cagnetto a buon prezzo. Difficilmente un venditore disonesto proporrà un chihuahua puro ungherese. Più probabilmente sarà semplicemente chihuahua, oppure, nel caso della frode, chihuahua  di allevamento italiano. A monte di questo sistema c’è un articolato sistema di trafficanti ma anche una grave lacuna legislativa. Basta rilevare, a tal proposito, che gli arresti sopra accennati scaturiscono dalla contestazione di altro reato, ovvero l’associazione a delinquere, alla quale ci si arriva in genere dopo lunghe indagini che non sempre vengono affrontate su reati-delitti, quali quelli contemplati nella cosiddetta “legge cuccioli”, che rimangono fondamentalmente deboli.

Cosa succede, però, quando viene bloccata una  come più persone  con la propria automobile  stipata di cuccioli senza documenti e chip?

Nel corso della mia esperienza mi sono imbattuto in un soggetto che nell’arco di 2 mesi è stato fermato 3 volte e trovato in possesso di decine di cuccioli all’interno del baule della propria utilitaria, per di più sempre la stessa auto, e più della metà dei cuccioli sequestrati deceduti. E’ la dimostrazione chiara che qualcosa nella legge e suo contrasto all’introduzione illecita nel territorio nazionale (contrabbando) non funziona! Soprattutto considerando che lo stesso soggetto starebbe continuando a delinquere.

Questa situazione paradossale parrebbe non riguardare solo lui ma anche tanti altri commercianti, trasportatori e importatori i quali, nonostante sottoposti ad indagini o sotto processo, non sembrano avere molti pensieri nel  vendere, importare, trasportare.

IL SISTEMA COMMERCIO CUCCIOLI

Le tante attività svolte e le tante informazioni ricevute, hanno permesso di ricostruire come si svolge il sistema “commercio cuccioli” in Italia ed affermare come con molta probabilità, come buona parte  degli “addetti ai lavori” non è in regola.

Eppure, per essere sintetici (sono decine gli aspetti da rendere noti, circa le tecniche utilizzate per raggirare i controlli e molto altro), nella totalità dei sequestri eseguiti la prassi che si ravvisa è  sempre la stessa. Tre comportamenti in particolare, sembrano costituire il corollario dei trafficanti: la prima è il contrabbando puro, cuccioli privi di microchip e documentazione di provenienza (passaporti o pet passport) occultati in veicoli; la seconda riguarda cuccioli trasportati da soggetti autorizzati (UVAC) che introducono cuccioli muniti di microchip e passaporto ma di età inferiore a quella lecita (circa 4 mesi) e la terza concerne il “commercio domestico” ossia la vendita di cuccioli (chi senza chip e chi con chip e documenti, sia italiani – libretti sanitari – che stranieri – passaporti) “allevati”presso le proprie abitazioni. Tre diversi modi del fenomeno “cuccioli” ma tutti e tre collegati da uno stesso minimo comune denominatore: la provenienza illegale, la documentazione falsa ed i controlli/vigilanza anomali.

Nel primo caso sopra descritto il cucciolo viene comprato in Ungheria o in Slovacchia. Giunto in Italia viene microchippato da veterinari – che non sono tenuti (ma che dovrebbero) a chiedere la provenienza dell’animale e che verosimilmente, anzi, capita, sono consapevoli dell’illegale provenienza (ci sono alcune indagini in corso di tale contenuto) – e posto in “vetrina” come cane nato in Italia (spesso il venditore/allevatore paga un amico o conoscente per fare da prestanome ovvero potere utilizzare un nome e un cognome come finto allevatore) con prezzi altissimi e dunque guadagni notevoli e naturalmente facili.
Nel secondo caso, pare che, seppur trattasi di cuccioli acquistati da soggetti italiani autorizzati all’importazione, gli stessi cuccioli vengono chippati all’estero e accompagnati da passaporti sui quali vengono apposti dati presumibilmente falsi. Secondo tale prassi  viene incollato sul passaporto l’adesivo del vaccino antirabbica, in realtà non effettuato, e annotata un’età falsa ovvero non corrispondente a quella reale. La stessa età coincide invece con  quella legale. In questo modo, cuccioli di due mesi di età (fattore fondamentale per vendere cuccioli, poiché di 4 mesi sarebbero già troppo grossi da allettare l’acquirente), superano spesso i controlli e giungono alla vendita. Capita anche che, proprio per l’assenza di strumenti legislativi e operativi di contrasto diretto, ai cuccioli di provenienza estera venga tolto il microchip appunto estero e inserito un chip italiano e questo per due motivi: il primo è perché l’opinione pubblica va più sul tranquillo se il cane è italiano, il secondo perché ci si disfa dei passaporti (spesso falsi) e sostituiscono con semplici autoctoni sicuri libretti sanitari.

Il terzo caso è un promiscuo dei primi due: l’allevamento “domestico” è costituito da un po’ di tutto, ossia cuccioli contrabbandati ai quali viene inserito, dal solito veterinario compiacente “di famiglia”, il microchip italiano e prodotto libretto sanitario; il cucciolo viene spacciato nato da genitori presenti, ma in realtà con quei genitori non c’entra nulla. Questo infatti è un altro aspetto incredibile, molti detengono diverse coppie di adulti di varie razze che utilizzano come comparse, ovvero dicono ai compratori e controllori che sono i genitori dei cuccioli presenti in realtà provenienti dal contrabbando.

All’interno dei casi ivi rappresentati quali simboli di un fenomeno delinquenziale che non conosce ostacoli (forse perché non ci sono) ci sono poi i singoli casi di surreale inventiva, ossia tutti quei “trucchetti” messi in atto da chi commercia/vende/importa cuccioli per raggirare i controlli, davvero da premio Oscar!!

Sta di fatto che in Italia manca una norma veramente in grado di fermare lo scempio di migliaia di cuccioli, oggetto (nel vero senso del termine) di ingenti guadagni sottostimati e fuori da ogni immaginazione; emblematico è il caso di un importatore del sud Italia, che ogni 13 giorni introduce in media in Italia qualcosa come 200 cuccioli, fate un po’ i calcoli..

Una realtà drammatica che non conosce rimedi, posta in essere  a favore dell’illegalità e sfavore di migliaia di vite innocenti per varie ragioni:
– una legge lacunosa e anzi dannosa (ad esempio laddove dispone che i cuccioli sequestrati, spesso malati e privi di vaccini, debbano essere affidati a strutture autorizzate e dunque finire in canili o allevamenti dove il rischio di contaminazione infettive o altri contagi è elevatissimo, senza contare il fatto che le medesime strutture hanno spesso difficoltà economiche di proprio);
– tempi dei processi lunghissimi, problema che tocca molti altri fenomeni illegali;
– la leggerezza delle sanzioni, non in grado di assolvere alle funzioni per cui esistono di dissuasione e punizione;
– le connivenze e le “amicizie” importanti, peculiarità che ci rende famosi in tutto il mondo;
– impegno degli organi che intervengono;
– l’assenza di controlli su larga scala e approfonditi;
– la vendita mediante il web del tutto incontrollata.

Colgo l’occasione per non fare di tutta l’erba un fascio, consapevole che ci sono lavoratori onesti (seppur invitati a trovare altra occupazione) che, seppur proprio dalla concorrenza posta in essere in modo sleale siano invogliati anch’essi a sconfinare nell’illegalità, operano all’interno delle leggi; altresì colgo l’occasione per invitare chi di competenza ad un maggior impegno, magari mediante la realizzazione di una task force dedicata unicamente al fenomeno che definisco “ il silenzio degli indifesi”.

Ringrazio Geapress e Edoardo Stoppa per l’impegno profuso a sostegno della causa animalista e tutti gli Organi dello Stato seriamente impegnati contro questo triste inarrestabile fenomeno.

Antonio Colonna
Studioso zoo mafia EITAL

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati