Ciliegia e’ stata una vittoria per me, mi ha fatto capire che niente e’ impossibile nella vita basta volerlo e lottare per ottenerlo.

La storia di Ciliegia oramai la conoscono tutti, lei, tramite giornali e tv e’ diventata il simbolo di queste stragi che sono avvenute e avvengono in Ucraina per fare pulizia nelle città dove si giocheranno le varie partite di Euro 2012.

Una lupacchiotta che ha negli occhi il ricordo dei suoi 6 piccoli figli che le morivano vicino, sparati da uomini senza scrupoli che si divertivano a giocare al tiro al bersaglio con piccoli corpicini inermi e ricorda il piombo caldo che le bruciava le carni e le attraversava, due pallottole le sono restate dentro il suo corpo come un triste ricordo di quello che le e’ successo, come un’orribile souvenir portato in Italia dall’Ucraina compresa la sua paralisi agli arti posteriori. Un ricordo che le hanno lasciato i Dog Hunter, questi cacciatori di randagi che odiano la vita che non sia quella umana.

La prima volta che incontrai Ciliegia in ospedale strisciava alla ricerca dei suoi piccoli e io accarezzando questa mamma e incrociando i suoi occhioni tristi, ma nello stesso tempo dolcissimi, le promisi che l’avrei portata via e che avrei fatto di tutto per farla tornare felice e farle capire che non tutti gli uomini sono orchi cattivi.

La storia di Ciliegia e’ una di quelle storie che possiamo definire…a lieto fine, ma purtroppo sono poche.

Con Cristina, la ragazza che l’ha adottata insieme al suo compagno Fabrizio, ci siamo sentiti tutti i giorni precedenti la partenza, lei perché non vedeva l’ora di accarezzarla dal vivo e sentire il pelo morbido di Ciliegia sotto le dita e io, invece, perché ero terrorizzato dall’idea di portarla in aereo, per me era la prima esperienza del genere.

Mi sono consultato con dei veterinari e abbiamo deciso che l’aereo era la soluzione migliore per un cane in quelle condizioni e un viaggio di 2 giorni in auto sarebbe stato troppo pesante per lei.

Il pomeriggio prima del giorno della partenza, sembrava tutto a posto e invece ho scoperto che non volevano più imbarcarla e che addirittura avevano cancellato anche la mia prenotazione per il volo dell’indomani. Panico!!!

Abbiamo passato, io e Vlada, mia moglie, tutto il pomeriggio al telefono cercando di capire … ragionare … aggiustare questa situazione assurda. Niente, non ne volevano sapere, dicevano che c’erano problemi di peso, con la gabbia pesava 3 kg in più e noi precisammo che avremmo pagato la differenza, ma non ne volevano sapere, non capivamo. Facevano imbarcare bagagli che pesavano oltre 4 kg alle persone e non ci volevano fare imbarcare questa creatura perche’ il peso eccedeva di soli 3 Kg?
Per questa stupidata dovevamo fare dogana con Ciliegia e farla partire molti giorni dopo …forse. Neanche fosse stato un pacco postale o merce inerte. Ma dov’era lo spirito umano e l’amore per gli animali? Non c’era, per loro lei era solo una randagia invalida .

Alla fine abbiamo trovato l’escamotage , abbiamo comperato un’ altra gabbia più piccola e non abbiamo dato loro la possibilità di replicare, eravamo nei Kg giusti. Allucinante!!! Poi abbiamo saputo che invece portavano anche animali molto più grossi di Ciliegia per i vari concorsi fuori dall’Ucraina. Forse questa randagia era una testimonianza ingombrante ???
Finalmente a sera abbiamo risolto questo vergognoso, ultimo tentativo di non farla uscire da questa terra di dolore per non fare toccare con mano l’orrore.

Alla mattina del 17 maggio alle ore 10.30, ora di Kiev, 9.30 in Italia, Ciliegia era stata imbarcata, avevamo deciso con i veterinari di sedarla un pochino ed io, finalmente, presi posto nella cabina dell’aereo, però sapendo che lei era sotto di me, iniziai a essere nervoso. Come potevo resistere 2 ore e 30 minuti senza sapere niente di lei???

Quando il comandante dell’aereo annunciò che stavamo iniziando la discesa verso l’aeroporto di Milano Malpensa, fui felice e l’impazienza prese il posto al nervosismo. Cercai di essere il primo al controllo dei passaporti e poi non mi preoccupai del bagaglio ma corsi a cercare Ciliegia, dovevo vederla, sapere come stava. I poliziotti in Dogana mi guardavano, ero nervoso, poi uno mi disse: “ma io ti conosco, tu non sei quello del cane paralizzato? Vieni con me ti aiuto io a trovarla”.

Vidi correre un ragazzino addetto ai bagagli verso di me e mi disse che Ciliegia l’aveva scaricata lui e mi portò da lei, la vidi, stava bene, aveva gli occhioni assonnati ma stava bene, la caricammo su di un carrello e mi avviai verso l’ufficio della Dogana.

Appena arrivammo tutti sapevano di noi, uscirono dall’ufficio 6 finanzieri per controllare i documenti e arrivarono due poliziotti che guardarono la creatura in gabbia e sorridendo mi dissero: “ma questa e’ la cagnolina della televisione? Fuori c’e’ la tv che vi aspetta”. Mentre stavo uscendo uno dei finanzieri mi disse: “mi raccomando , stai attento anche tu quando rientri in Ucraina”. “Grazie” replicai con un sorriso.

Fuori c’era la tv, c’erano i rappresentati della mia associazione Oipa che avevano portato due veterinari per la prima visita e avevano allertato una clinica adiacente l’aereoporto per ogni evenienza, non abbiamo lasciato nulla al caso e poi … Cristina.

Quando si aprirono le porte dell’uscita, cercai lo sguardo di Cristina e appena la vidi sorridere felice le feci segno che Ciliegia era arrivata da lei e che ero riuscito a mantenere la promessa fatta mesi prima a lei e a questa randagina sfortunata, fra un attimo si sarebbero incontrate e guardate negli occhi per la prima volta era l’inizio di una storia importante per entrambe.

Non so descrivere il turbinio di emozioni che ho provato in quei 2 giorni: rabbia, angoscia, nervosismo e poi gioia, tanta gioia.

Facemmo uscire Ciliegia dalla gabbia per i primi accertamenti veterinari e lei guardava tutti con quegli occhioni ancora assonnati e curiosi e poi finalmente vidi la mano di Cristina affondare nel pelo di Ciliegia e un sorriso bellissimo, carico di emozione si allargò sul viso di questa ragazza. Finalmente si erano incontrate, finalmente erano vicine, finalmente Cristina sentiva il cuore di Ciliegia battere e finalmente questa randagina non la vedeva più dentro ad uno schermo tv ma iniziava a viverla.

Sono circa due anni che lotto per queste creature ucraine, contro persone che per il loro business calpestano il valore della vita degli altri, ho visto creature morirmi in braccio mentre correvo verso gli ospedali, ho visto creature randagie morire per strada, ho visto creature randagie morte per strada, torturate.

In tutta questa storia ho voluto regalarmi un sorriso, finalmente lacrime di gioia e non di dolore, finalmente vedevo una creatura che ha solo la colpa di essere nata randagia, conoscere l’AMORE che anche l’essere umano può dare.

Ciliegia e’ rinata.

Quando lessi i primi messaggi di Cristina che mi diceva che la prima cosa fatta da questa creatura sfortunata e’ stata rotolarsi nell’erba, mi sono commosso, mi sono scese delle lacrime e ho pensato che vale la pena anche rischiare personalmente per vivere queste emozioni, capire di essere stato più forte della cattiveria umana, dei Dog Hunter e del dio denaro. Fare tornare a vivere anche uno solo di questi randagi e’ importante e mi da la carica per continuare, mi fa sentire più forte come animalista ma sopratutto come UOMO.

Ciliegia mi manca, l’andrò a trovare presto ma so che lei e’ felice, che sta bene, che ha trovato AMORE e GIOIA con Cristina, ma ora devo pensare agli altri che restano in Ucraina perché i Dog Hunter non si fermano, la cattiveria umana non si ferma, ma noi siamo più forti di loro perché loro hanno una parola che li fa muovere: DENARO, noi ne abbiamo un’altra più importante: AMORE e l’amore vince sempre sul male, bisogna solo lottare e credere sempre che … niente e’ impossibile nella vita.

E’ difficile descrivere quello che provi dentro, un vortice di emozioni che per mesi mi hanno inondato e che si sono poi esauriti in un sorriso di felicità.

Auguri Ciliegia, ti avevo promesso una nuova vita e sono riuscito a mantenere questa promessa, ora pensiamo ai tuoi fratelli che sono rimasti in Ucraina.

Andrea Cisternino
Fotografo e delegato Oipa

 

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