Lupo val
GEAPRESS – Mentre  a Roma la politica si preoccupa di discutere sulla suddivisione delle poltrone, si sta dimenticando per l’ennesima volta del ruolo che ricopre ossia quello di occuparsi della collettività e relativi problemi sociali, e quello che sta coinvolgendo il lupo in maremma ma non solo è a tutti gli effetti un problema sociale, poiché riguarda elettori cattivi (che violano le leggi) e elettori buoni (che vorrebbero farle rispettare).

L’EITAL, nato un anno fa anche per la specifica salvaguardia del lupo,  lancia un grido di allarme per sollevare il problema del massacro di lupi in corso, rivolgendosi alle istituzioni locali e nazionali la cui tutela del lupo è un obbligo/dovere.

Non possiamo restare a guardare questo tentativo di far scomparire i lupi dalla nostra terra, dagli ultimi atti di bracconaggio in Piemonte (vedi articolo GEAPRESS ) e di intimidazione verso che vuole proteggerlo fino ad arrivare a plateali e arroganti atti di ostentazione di uccisioni in corso in Toscana.

Questi atti barbari nei confronti del predatore, derivano secondo noi da soggetti da considerarsi a tutti gli effetti delinquenti, organizzati e associati per finalità ben specifiche secondo una pianificazione degna di organizzazioni criminali più note e famigerate. Chiediamo agli organi competenti di voler impegnarsi con  ogni mezzo al fine di individuare i responsabili di queste uccisioni così pianificate ovvero trovare soluzioni per placare la sete di sangue di questi loschi e codardi individui, mediante il pagamento dei danni che le loro mandrie ovine o d’altra specie eventualmente subiscono; non è accettabile che l’incapacità di trovare soluzioni in tal senso debba ricadere sull’esistenza del lupo. Dobbiamo noi organizzare una colletta per trovare i soldi? O offrire denaro a chi fornisce informazioni utili alle indagini?

L’EITAL segnalerà alle Autorità competenti ogni informazione utile al fine di rintracciare gli autori del massacro ed organizzerà in quei luoghi una serie di manifestazioni ed eventi volti a sensibilizzare la popolazione, stimolandola ad uscire da quell’omertà tipica di una terra mafiosa, che certamente non fa onore ad una regione così importante nel mondo ed ora sporcata del rosso del sangue di innocenti animali che per natura si predano di altri animali. Il rapporto tra i capi eventualmente uccisi dai lupi, se non dai cani inselvatichiti, ed il danno procurato alla popolazione dei lupi e relative ricadute sugli ecosistemi è largamente distante e a totale svantaggio di questi ultimi.

Sit in, conferenze, vigilanza passiva nelle aree interessate,  ecc……, sono in fase di organizzazione.

Una persecuzione puramente Medioevale, come Medioevale è l’ignoranza pregiudiziale di coloro che stanno uccidendo i lupi. Ci manca solo che anche per questa faccenda, la Corte di Giustizia Europea non arrivi a sanzionare l’Italia per l’inefficienza nel servizio di tutela del lupo, in violazione di quelle norme comunitarie adottate proprio per il lupo e non per i pastori e cacciatori che già godono di tutela e intolleranza da parte di molti.

Antonio Colonna (EITAL)

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