tamia
GEAPRESS – Con il diffondersi anche nel viterbese di negozi e fiere che vendono animali esotici la loro comparsa in natura, fino a pochi mesi fa ignota per questo territorio, ora è divenuta realtà.
Oltre alle concessioni ad aprire certe attività commerciali da parte di comuni poco attenti o informati sull’argomento, non sono mancate attivazioni di scellerate serate divulgative sulla detenzione di questi animali il cui esito è notoriamente quello di stimolare le persone all’acquisto incauto e non consapevole anziché disincentivarlo.  Ora gli esiti della diffusione di animali esotici sul territorio non riguardano più, come già da tempo, tartarughe d’acqua abbandonate perchè “troppo cresciute” o malate e quindi bisognose di cure, ma coinvolgono specie prima non presenti in libertà.
Domenica 7 giugno nella cittadina di Tarquinia un gatto di proprietà ha ucciso e portato a casa un Tamia, uno scoiattolo asiatico, adulto e macilento catturato in una zona verde ai margini della campagna. Si tratta di una fra le specie maggiormente diffuse nei negozi di animali. Allevati a migliaia nei retrobottega o importati a decine di migliaia in scatole o gabbiette, destinati a morire per errata alimentazione o inedia dentro gabbie o terrari casalinghi.
Il loro rilascio in natura, se da un lato rende loro la libertà, dall’altro li rende potenzialmente dannosi per la fauna autoctona. E se avvenisse una eventuale loro espansione sarebbe difficile poter rimediare.
La migliore prevenzione sarebbe quella di avere amministrazioni lungimiranti e caute che non autorizzassero la vendita o la cessione in regalo di animali.  L’appello ovvio e probabilmente più produttivo è quello rivolto alla cittadinanza: ragionevolmente non acquistate animali esotici ma, se presi da raptus benefico, adottate anche a distanza un animale o destinate il vostro 5 per mille alle associazioni di volontariato che si occupano proprio di aiutare animali abbandonati o salvati dal mattatoio.
Christiana Soccini – Insegnante e Faunista