Ancora oggi, come nei giorni scorsi, leggiamo e sentiamo in maniera insistente, utilizzare i termini “bestia”, “animale”, “ peggio di una bestia”, ecc. in riferimento ai tragici eventi recentemente accaduti sul nostro territorio, soprattutto l’omicidio della piccola Yara, ma anche le stragi di popolazioni libiche, l’elenco comunque potrebbe essere molto più lungo.

Non voglio certamente contestare la gravità di questi eventi, personalmente come madre mi associo al grande dolore della famiglia coinvolta in questa recente vicenda così drammatica, ciò che mi fa veramente dispiacere è accomunare questi atti così tremendi compiuti dall’uomo, agli animali.
Mi chiedo spesso perché, è ormai abituale utilizzare il termine “bestia”, per identificare atti crudeli verso i più deboli.

Da oltre vent’ anni, io ed i volontari della mia Associazione ci occupiamo di animali feriti e maltrattati dall’uomo. Nella mia esperienza con loro posso quindi affermare che gli animali non compiono atti come questi, il loro comportamento è dettato sempre dall’istinto naturale della sopravvivenza e salvaguardia del loro branco o della loro prole e non vi è opportunismo o crudeltà nei loro atti.

Vi sono casi poi, in cui l’uomo altera il comportamento degli animali, “imprintandoli” e quindi modificando quello che è il loro comportamento naturale. Assistiamo così, in alcuni casi a comportamenti anomali e che, a causa dell’uomo, possono rappresentare un pericolo per l’uomo e per i loro simili.

Forse l’istinto predatorio che ha come unico scopo la sopravvivenza, può falsamente essere giudicato come crudele. Non voglio essere polemica, ma cosa possiamo dire di fronte all’uccisione perpetrata dall’uomo per l’utilizzo delle pellicce degli animali, della sperimentazione sugli animali anche solo per scopi inutili, superflui, che potrebbero essere sostituiti con altri metodi. Per non parlare poi, delle inutili torture derivate dai trasporti per gli animali destinati all’alimentazione, degli spettacoli circensi, della detenzione in situazioni assurde sempre e solo per i desideri egoistici ed inspiegabili dell’uomo. Chi è la bestia? e perché continuiamo a chiamarla così?

Smettiamo di utilizzare questo termine, gli animali sono esseri viventi che ci accompagnano nel nostro percorso di vita e di evoluzione, sono esseri messi a dura prova dalle nostre condotte di vita, che in molti casi rischiano l’estinzione. Dovremmo additarli come esempio di comportamento anziché citarli in maniera negativa in casi di così grande gravità.
Solo l’uomo è capace di così gravi crimini verso i suoi simili, comportamenti non dettati ne’ dalla salvaguardia della specie, e neppure dalla difesa del suo branco o della sua prole.

Impariamo a rispettare questi nostri stupendi compagni di vita, ed in alcuni casi ad imitarli, impariamo a dire che l’uomo si è macchiato di un grave crimine proprio perché è un uomo e non un animale.

Mirca Negrini

Centro Tutela Fauna Esotica e Selvatica
Monte Adone – Sasso Marconi (BO)