carrozze
GEAPRESS – Come si può rimanere insensibili e scattare foto a destra e a manca non accorgendosi minimamente che ad un metro di distanza un povero pony arranca sotto la calura di agosto per tirare una pesantissima carrozza?

Eppure succede che a Palermo, oltre alle più note ma sempre pesanti carrozze trainate da cavalli diciamo più robusti, un povero cavallino debba trainare ben otto persone!!!

Abito e lavoro nei pressi del Porto di Palermo e assisto giornalmente alla “carica” dei nostri cocchieri verso i turisti che escono dal Porto. Le carrozze sono lasciate in mezzo alla strada e a volte se ne possono osservare decine che occupano la sede stradale. Tutto ciò alla luce del sole, con la presenza quasi costante di pattuglie della Polizia Comunale o di altre forze dell’ordine. (Infatti a poche decine di metri si trova un reparto della Guardia di Finanza). Ma tant’è, non importa a nessuno né l’arroganza dei vetturini, né tantomeno l’invasione della sede stradale, tra l’altro interessata da cospicui lavori, nei pressi dell’uscita di un Porto.

Figuriamoci se tanto indifferenza possa essere minimamente scalfito dal pensiero della sofferenza di un povero cavallino costretto a trainare pesi enormi in condizioni impietose.

Ma cosa si può fare? Certo capisco che tutto ciò è lavoro e reddito per tante persone, ma sicuramente si potrebbe tentare di mettere in atto determinate accortezze e misure da parte di amministratori che dovrebbero impartire disposizioni per regolare tale scempio. Mi potrò sbagliare, ma penso che la maggioranza di tali persone non abbia alcuna autorizzazione, e quindi si potrebbe iniziare limitando la circolazione a chi è in regola. Penso ci siano diversi veterinari che possano constatare le condizioni degli animali con controlli assidui. Si potrebbe sconsigliare l’uso delle carrozze con volantini informativi all’uscita del Porto e portare a conoscenza dei turisti che esistono anche a Palermo svariati mezzi a motore per fare un rapido giro della città. Si potrebbero dare degli incentivi per la trasformazione delle carrozze in piccoli veicoli a motore già esistenti o integrare le carrozze con dei motori aggiuntivi che diminuiscono lo sforzo degli animali e comunque limitare le uscite a pochi giorni la settimana imponendo dei turni regolamentati ecc. ecc. ecc.

Personalmente auspico l’abolizione del trasporto a cavallo per fini turistici, però per arrivare a ciò si potrebbero attuare delle soluzioni intermedie che allevierebbero le fatiche dei poveri animali e regalerebbero, inoltre, un gesto di legalità e di sensibilità da parte dei nostri amministratori almeno verso quei cittadini (spero molti) che aspettano giornalmente tali segnali.

Saverio Latteo, cittadino di Palermo