gatto
GEAPRESS – Robinson, un amore di gatto, uno scricciolo di colore nero e grigio trovato una sera, vicino ad un’aiuola, sotto al vecchio campo sportivo, sotto una pioggia battente. Pensavamo fosse stato investito e che potesse avere una emorragia interna, visto che non aveva nessuna ferita, solo un occhio molto malconcio ma da vecchia data.

No, non era stato un incidente, non la pioggia, ma il cuoricino di Robinson aveva poche speranze di sopravvivere. Così, ci disse il veterinario. Me lo portai a casa, al caldo, scelse di dormire sul mio letto, sui miei piedi, sul soffice piumone.

Un cibo adeguato quattro volte al giorno, due pillolette ogni 12 ore, tante coccole e tanto amore. Mia sorella, che restava a casa, fungeva da accorta infermiera-badante.

Circa tre mesi dopo era in forma e pronto per un intervento ad alto rischio.
Ma tutto andò bene. Ci avevamo creduto.

Robinson dopo 18 giorni è tornato a casa…tanta calma, tanto riposo sul “nostro” piumone (anche se era fine giugno). Che emozione vederlo salire e scendere agile dal letto, autonomo per i suoi bisogni nella lettiera e per i suoi pasti. Dopo un sonnellino sul divano, davanti ad un televisore sempre acceso e a volume zero, sembrava seguisse i programmi. A volte scendeva dal divano e con le zampine anteriori cercava di “acchiappare” l’immagine sullo schermo.

Una vita da pascià…probabilmente non l’aveva mai avuta, visto tutte le fusa che ci faceva per dimostrarci, forse, la sua gratitudine. La mattina dopo la pilloletta faceva colazione con me, in braccio a me, mangiava un biscotto sbriciolato che gradiva molto.

Tutto ok per nove mesi e 14 giorni.
E’ stato proprio dopo la colazione del 10 marzo che sdraiato sul divano, ad un tratto si è sentito male, non riusciva a respirare, le quattro zampine in movimento quasi convulso. Lo abbiamo messo nel portantino con dentro una cannula attaccata all’ossigeno. Abbiamo capito subito che ci stava lasciando. La chiamata urgente al veterinario, che al suo arrivo non ha potuto che costatarne la morte.

Lo abbiamo rimesso sul divano, nella sua casa, con me, Giusy e mia sorella vicine. Forse siamo state le uniche persone che, in una così breve vita, gli hanno voluto bene. Adesso è lassù, fra gli angeli degli animali, sicuramente felice.

Robinson, quand’anche il mio cuore smetterà di battere, ti ritroverò, insieme a tutti i miei amici che ti hanno preceduto. Anche tu sbirci là fra le stelle, luminose come i tuoi occhi. Arrivederci a presto, piccolo ma grande Robinson.

Maria Rosaria Romano
Oasi del Randagio – Mirabello Sannitico

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