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GEAPRESS – Viviamo tempi difficili e poco felici, ma dobbiamo farci forza e andare avanti con il coraggio della volontà. Secondo noi soci LAC, associazione orgogliosamente sia ambientalista che animalista, uno dei metodi migliori per reagire al pessimismo è fare la pace: non solo tra noi umani e con il nostro patrimonio culturale, ma anche con l’ambiente naturale e con gli animali, sia selvatici sia domestici.

Appartengo a un gruppo di persone che vive provando a inquinare il meno possibile e pondera ogni scelta in base a criteri di eco compatibilità, inoltre non si ciba di animali, non li indossa, non ne fa oggetto di scherno, né di guadagno: semplicemente li amiamo e li rispettiamo e improntiamo alla “non violenza” verso tutti i viventi di questo mondo, umani e non, la nostra vita.

Non siamo supereroi, è una scelta etica facilmente comprensibile e realizzabile.

Potrei fare moltissimi esempi di personaggi illustri ma mi limiterò a citare la compianta Margherita Hack: felicemente erbivora, non ha mangiato mai carne in vita sua e non mi pare che il genio, l’umanità, l’ironia, e molteplici altre qualità le siano mancate.
In questo 2013 ci hanno lasciato due care animaliste trentine: Anna Pilati di Coredo, del “Movimento Vegetariano/No Alla Caccia”, la salvatrice di Jurka,  e Clara Moscon di Lavis, cuoca vegana tra i pionieri in questo settore. Grazie al loro impegno la nostra comunità si è evoluta, afferriamo il testimone che immaginariamente ci porgono e continuiamo la corsa di civiltà da loro portata avanti fino all’ultimo respiro.

Sono qui come ogni fine anno a ricordare che la scelta animalista e ambientalista potrebbe essere fatta, con enorme sollievo oltre che delle coscienze anche delle risorse del pianeta che meglio distribuite basterebbero anche per una umanità in crescita drammaticamente esponenziale. Riflettere su questo forse un giorno porterà ad una svolta erbivora e pacifica la vita di noi tutti.
Per chi come noi ambientalisti/animalisti ama la pace è incomprensibile che esista ancora uno strano “sport” chiamato caccia.
Come possa essere gesto sportivo e rigenerante per corpo e mente divertirsi a braccare e massacrare animali indifesi e già in difficoltà a causa delle attività antropiche sempre più invadenti, non riusciamo a comprenderlo e nessuna pretesa di tradizionalità di questa attività potrà mai giustificarla.
Dal punto di vista scientifico è ridicola la pretesa dei cacciatori di essere regolatori di una fauna che in natura si regola perfettamente da sé, anche in assenza di predatori naturali, assestandosi su un numero di esemplari adatto al territorio occupato.

Non comprendiamo che motivo possa portare ogni Capodanno a sparare botti e ordigni esplosivi di vario genere. Molti di queste persone incaute restano ferite, a volte invalide per sempre, se non perdono la vita.
Ma c’è un altro bilancio che spesso viene ignorato: gli animali che muoiono a causa di queste esplosioni ingiustificabili. I botti possono essere letali per gli animali domestici ma soprattutto per quelli selvatici, meno abituati ai rumori inconsueti.
Per gli animali domestici è possibile prendere precauzioni: i loro familiari umani provvederanno a proteggerli e a prevenire le fughe e per fortuna esistono i volontari che generosamente trascorrono le notti più “critiche” presso i rifugi per calmare e rincuorare cani e gatti.
Ma per gli animali selvatici la notte di Capodanno è una tragedia di terrore incomprensibile: muoiono semplicemente di spavento. Oppure, in particolare gli uccelli, si svegliano per il rumore, terrorizzati perdono l’orientamento e vanno a sbattere: se non muoiono sul colpo rimangono ad agonizzare per giorni con le ali o gli arti spezzati. La fuga di animali selvatici terrorizzati può provocare anche tragici incidenti d’auto.

Un ringraziamento ed un augurio in particolare è per questo dovuto alle Forze dell’Ordine, al Corpo dei Vigili del Fuoco (volontari e permanenti), al Personale Sanitario e a tutti i Volontari che in questo periodo sono sottoposti a turni pesanti, proprio per proteggere alcuni sconsiderati, dalla loro stessa idiozia.
Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

Dott. Caterina Rosa Marino
LAC – Lega Abolizione Caccia

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