cane padronale III
GEAPRESS – Come Presidente di un Associazione Protezionistica animali e ambiente ( ANPANA ), voglio lanciare un grido di allarme contro un comportamento a nostro avviso inopportuno da parte di alcune Amministrazioni Pubbliche in riferimento alle adozioni dei cani dai canili.

Il randagismo canino, è effettivamente un problema reale e concreto, che va affrontato in modo serio e con molta prevenzione sul territorio, molta informazione al cittadino, della sana e corretta azione di intervento mirata e ponderata.

Allo stesso modo è fondamentale cercare di far adottare i cani che sono chiusi nei canili, crediamo sia una cosa sacrosanta e  giusta, anche questo è un problema reale che va affrontato con razionalità e non solo guardando al lato puramente economico.

In un momento di estrema difficoltà economica, come quello in cui oggi le Amministrazioni Pubbliche vivono, dove tagliare ogni spesa possibile è la parola d’ordine, scopriamo che si investono dei soldi Pubblici nel tentativo di tagliarne degli altri, decisione presa senza aver analizzato nel dettaglio la contropartita.
Alcune Amministrazioni Pubbliche, nel tentativo di diminuire i costi dei canili, hanno deciso di elargire dei soldi a privati cittadini, oppure a delle Associazioni, per ogni singolo cane adottato.

Come Associazione e come cittadini che pagano le tasse, siamo assolutamente contrari, ad elargire denaro pubblico, a privati cittadini o ad Associazioni, solo perché un cane viene dato in adozione, questo non è sicuramente il modo migliore per diminuire le spese, se poi questi animali   non si sa a chi vengono affidati, o se non vengono studiate delle clausole di garanzia.

Il passato purtroppo insegna e ha dimostrato che questo tipo di sistema non porta vantaggi, anzi spesso le Amministrazioni Pubbliche che hanno adottato tale sistema, sono  divenute complici di gravi illeciti, anche di natura penale, in quanto molti animali dati in adozione senza controlli, pagando anche per portarli via, sono finiti in condizioni di assoluto disagio o di maltrattamento, solo ed esclusivamente perché venivano forniti in quel momento contributi alle singole adozioni.

Se premio deve esserci per il cittadino che intende adottare un cane da un canile, che questo sia sotto forma di aiuto diverso dal denaro, magari fornendo del cibo, oppure spese mediche veterinarie per le prime azioni di profilassi, per la sterilizzazione, o altro, evitando così di interessare solo chi è attratto dal vil denaro.
Crediamo fermamente che ricevere un contributo in soldi, non sia un buon motivo per adottare un cane, e la medesima cosa vale per le Associazioni, che devono prodigarsi affinché più cani siano adottati e portati via dai canili, ma questo al solo scopo di fare del bene agli animali, e non per percepire fondi.

Le Associazioni sono fatte da uomini e donne, che dovrebbero avere la volontà di aiutare in modo concreto questi animali chiusi in una gabbia non certo per loro volontà, e fare di tutto per trovare loro una famiglia che possa dargli affetto, per tale motivo riteniamo come Associazione che sia sbagliato fornire contributi economici per ogni cane adottato senza gli opportuni controlli, in questo modo a nostro personale avviso, si incentiva lo svuotamento dei canili ad ogni costo, senza avere sufficienti garanzie di dove questi animali vadano a stare.

Per questo motivo manifestiamo il nostro assoluto dissenso alle adozioni a pagamento, chiediamo che vengano trovate altre forme di premio che possano comunque portare all’ ottenimento delle adozioni, incentivando i cittadini affinché si sviluppi anche una maggiore attenzione alla problematica del randagismo.
Chiediamo nel contempo che vengano eseguiti pre e post affido degli affidatari documentabili e certi, che ci siano tutte le forme di garanzia e di sicurezza di una sana adozione.

Siamo convinti che si possa diminuire il numero dei cani in canile, con conseguente diminuzione dei costi, ma questa operazione deve seguire passo passo l’ accertamento degli affidatari e la conseguente post adozione, onde evitare che si diano cani solo allo scopo di percepire un guadagno, rischiando poi che questi animali vengano successivamente maltrattati.

Presidente ANPANA Cuneo
Rossano Maria

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