Lo avevo scritto alcune settimane addietro “il nucleare fa male alla Terra” (vedi articolo GeaPress) ed ora con un secco SI la maggior parte dei Cittadini italiani ha di fatto chiuso definitivamente con la possibilità di costruire in Italia nuove centrali nucleari.

Oltre 27 milioni di Cittadini consapevoli ed ottimisti hanno chiuso per tutti e per sempre; nei decenni e nei secoli prossimi gli altri, coloro che hanno scelto di non votare, dovranno essere grati a tutti quelli che hanno proposto il referendum e si sono adoperati perché si cancellasse definitivamente il nucleare.

La scelta italiana è un forte aiuto a tutti i movimenti antinuclearisti in ogni parte del Mondo, dal Giappone, alla Germania, alla Francia, agli USA. E’ possibile che la scelta italiana aiuti ad invertire definitivamente le scelte energetiche anche in Cina, India, Russia e faccia ripensare quei Paesi che ancora vorrebbero realizzare pericolose centrali atomiche.

E’ importante che l’Italia non realizzi centrali nucleari, è importante che l’Italia investa in ricerca, in risparmio, in ottimizzazione della gestione, nella riduzione delle perdite di rete.

E’ importante che i Cittadini imparino ad amministrare al meglio l’ energia che già oggi hanno e che a ben pensarci è spesso mal utilizzata.

La ricerca dovrebbe guardare con maggiore umiltà alla natura, oggi solo pochi scienziati e con scarsi finanziamenti studiano le melanzane ed i mirtilli invidiosissimi della loro capacità di elaborare energia solare e di immagazzinarla.

80 anni fa un tale Nikola TESLA ( 1856-1943) girava – lui solo – con una automobile ad energia terrestre (?) e nessun’altro ha mai più voluto cimentarsi perché costava troppo poco e non ci sarebbero stati più i grandi guadagni ed i ricatti e le guerre legate al petrolio.

E poi anche l’acqua nelle mani dei Cittadini, speriamo non più maltrattata e sprecata.

27 milioni di Italiani hanno usato la loro testa, hanno dimostrato di avere a cuore il futuro e non solo il portafogli.

27 milioni di Italiani potrebbero fare ancora un passetto e sono sulla buona strada, potrebbero guardare alla Natura con maggiore sim-patia e abusarne di meno.

Pio Acito  –  disaster manager