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		<title>Brescia – Preso &#8220;macchia nera&#8221;, fuggiasco a quattro zampe</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 19:44:39 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/coniglietto-nero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44910" alt="coniglietto nero" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/coniglietto-nero-300x285.jpg" width="300" height="285" /></a>GEAPRESS &#8211; E&#8217; stato preso &#8220;macchia nera&#8221;. Non il personaggio della città di Topolinia, ma l&#8217;ineffabile coniglietto che da settimane teneva sotto scacco i suoi soccorritori.  Aveva scelto per vivere, o forse era stato li abbandonato, i piani interrati del parcheggio della Stazione. Di sicuro si era adattato benissimo e la sua presenza, ormai da settimane, veniva segnalata dai cittadini e della vigilanza dello stesso parcheggio.</p>
<p>Aveva imparato talmente bene a destreggiarti tra i piani, da arrivare a nascondersi, al momento opportuno, nei passaruote della autovetture. Piccolo e nero, era un po&#8217; come rendersi invisibile. Una agilità, oltre che dimestichezza con l&#8217;ambiente, davvero sorprendente.</p>
<p>Lunghi ed infruttuosi i primi sopralluoghi dei volontari dell&#8217;ENPA.  Le hanno provate tutte per vincere le sue resistenza, ma di farsi prendere, &#8220;macchia nera&#8221; proprio non ne voleva sapere.</p>
<p>Infine, proprio oggi, la sua fuga tra automobili e motocicli si è conclusa. Una vera e propria rete lanciata, a fin di bene, sul vispo coniglietto. Preso dopo averne studiato le abitudini. Caduto infine per fame. Era infatti uscito dal parcheggio, come era solito fare, per cercare il cibo.</p>
<p>Si trova ora ospite della sede dell&#8217;ENPA ove aspetta di essere adottato come tanti altri animali. L&#8217;ENPA invita pertanto amici ed amanti degli animali, a visitare la sede. Un coniglio è pur sempre un animale delicato che necessita di cure appropriate. Nel caso suo, però vale un principio imperante: tenerlo lontano dai parcheggi.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Unione Europea &#8211; Approvate le relazioni sul trasporto non commerciale degli animali da compagnia</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:44:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[GEAPRESS &#8211; “Le nuove regole aumentano la tutela degli animali e ne ostacolano il traffico clandestino internazionale. Adesso bisogna tenere alta la guardia sui controlli”. In questa maniera l&#8217;Eurodeputato Andrea Zanoni ha commentato l&#8217;approvazione di oggi a  Strasburgo delle due relazioni sui “movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia”. Si tratta di nuove [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/foto-zanoni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19653" alt=" zanoni" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/foto-zanoni.jpg" width="250" height="271" /></a>GEAPRESS &#8211; “<em>Le nuove regole aumentano la tutela degli animali e ne ostacolano il traffico clandestino internazionale. Adesso bisogna tenere alta la guardia sui controlli</em>”. In questa maniera l&#8217;Eurodeputato Andrea Zanoni ha commentato l&#8217;approvazione di oggi a  Strasburgo delle due relazioni sui “<em>movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia</em>”.</p>
<p>Si tratta di nuove disposizioni che vengono in aiuto dei proprietari che devono spostare i loro animali da compagnia, tra diversi stati  dell&#8217;Unione Europea. In tal maniera saranno ridotti i rischi sanitari. Secondo Zanoni,  eurodeputato ALDE e vice presidente dell&#8217;Intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo, le nuove regole potranno ostacolare anche il traffico internazionale illegale di animali da compagnia, ed in particolare quello di cani e gatti.</p>
<p>Secondo Zanoni, si poteva però fare di più. Manca, ad esempio, un sistema uniforme di registrazione compatibile e accessibile in tutti gli stati membri.</p>
<p>Le due relazioni, che riportano la firma dell&#8217;eurodeputato Horst Schnellhardt (tedesco, popolare) hanno avuto 592 voti favorevoli, 4 astenuti e 7 contrari.  Poi, riferisce sempre l&#8217;On.le Zanoni nel suo comunicato, in merito alle norme sanitarie che disciplinano gli scambi e le importazioni nell&#8217;Unione di cani, gatti e furetti su 601 votanti, ci sono stati 586 voti favorevoli, 7 astenuti e 8 contrari. Di fatto si aggiorna così il   regolamento 998 del 2003.</p>
<p>“<em>L&#8217;esperienza</em> &#8211; ha dichiarato l&#8217;On.le Zanoni -  <em>dimostra come dietro a presunti movimenti a carattere non commerciale spesso si nascondo loschi traffici di poveri animali, come testimonia il lucrosissimo traffico di cuccioli di cane provenienti dall’Est Europa che ho denunciato a Bruxelles lo scorso luglio. Con questa modifica al regolamento Ue</em> &#8211; aggiunge l&#8217;Eurodeputato -<em> chiediamo l&#8217;introduzione di importanti novità quali l&#8217;applicazione del microchip a garanzia della tutela degli animali esclusivamente da parte di un veterinario o persona qualificata e che i documenti in bianco siano detenibili solo dai veterinari, appunto per evitare brogli e contraffazioni</em>”.</p>
<p>Zanoni rileva però come alcune disposizioni, se non controllate a dovere, possono creare dei problemi. E&#8217; il caso, ad esempio,  delle deroghe previste per chi vuole spostare più di 5 animali, quelle sulla vaccinazione antirabbica, l&#8217;età degli animali trasportabili e le autocertificazioni dei proprietari.</p>
<p>“<em>Ora sarà fondamentale vigilare sugli stati membri monitorando costantemente l&#8217;applicazione di queste nuove norme per evitare truffe e abusi</em> – conclude Zanoni – <em>Ovviamente l&#8217;obiettivo finale sarà arrivare a un giorno a una vera e propria direttiva Ue vincolante su tutti gli animali d&#8217;affezione</em>”.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Regione Lazio – Una struttura per i cavalli sequestrati</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 15:15:22 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/CAVALLO-COLLEFERRO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-39205" alt="CAVALLO COLLEFERRO" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/CAVALLO-COLLEFERRO-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>GEAPRESS &#8211; Forse ad una svolta decisiva la travagliata vicenda dei cavalli ed altri animali di Colleferro (RM), oggetto nei mesi scorsi di un intervento di Striscia La Notizia e delle segnalazioni di Italian Horse Protection. Si tratta, come è ormai noto, della messa in opera di quello che probabilmente è il più grande sequestro di cavalli mai avvenuto in Italia. Operazioni che hanno presentato anche  intoppi e presunti disinteressi denunciati dalle associazioni coinvolte nel salvataggio.</p>
<p>Ora la notizia positiva. A riferila sono proprio  le stesse associazioni. La Regione Lazio ha infatti risposto agli appelli con i quali si chiedeva un intervento fattivo in aiuto dei volontari. Completare il sequestro e porre fine all&#8217;incredibile  vicenda. A tal fine, grazie all&#8217;interessamento della consigliera Cristiana Avenali, lo scorso 17 maggio è stata organizzata una riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti del Ministero della Salute, del Consiglio Regionale Lazio, dell&#8217;Assessorato all&#8217;Agricoltura, dell&#8217;Agenzia Regionale Parchi, dei NAS, delle Asl di Roma G e Frosinone, di Legambiente e delle tre associazioni coinvolte nel sequestro: IHP, ENPA, Il Rifugio degli Asinelli.</p>
<p>&#8220;<em>La Regione</em> – riferiscono le tre associazioni &#8211; <em>si è mostrata fortemente interessata ad assumere un ruolo nella vicenda ed a costruire una base per eventuali altre emergenze future. Da qui la disponibilità dell&#8217;Agenzia Regionale Parchi nel mettere a disposizione un&#8217;area per la realizzazione di un centro di accoglienza di equini provenienti da sequestri, che potrebbe trasformarsi in un centro di recupero vero e proprio</em>&#8220;.</p>
<p>Una seconda riunione di natura operativa, si è poi svolta nella giornata di ieri presso la sede dell&#8217;ARP a Roma. Nel corso dell&#8217;incontro sono stati dettati i criteri minimi da seguire per la costruzione della struttura.Tra i primi impegni, anche la verifica dell&#8217;idoneità dell&#8217;area individuata.</p>
<p>Un centro che, a detta delle associazioni, verrebbe concepito non solo per affrontare le emergenze legate ai sequestri, ma anche per una valenza didattica ed educativa. Visite, corsi, convegni, tirocini e altre attività legate alla tutela ed al benessere degli equini secondo le caratteristiche etologiche. Nel frattempo la Regione Lazio tenterà di trovare aiuti immediati per il caso di Colleferro, che diventa ogni giorno più urgente.</p>
<p>Ad oggi sono in tutto  140 gli equini sequestrati.  Ventotto quelli  in attesa di affidamento.  Tra Colleferro e Paliano, ne rimangono ancora da sequestrare una cinquantina.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Parco Regionale dei Castelli Romani – Abbandono di cavallo morente</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 14:39:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/cavallo-morto8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44903" alt="cavallo morto" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/cavallo-morto8-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a>GEAPRESS &#8211; Intervento delle Guardie Ecozoofile dell&#8217;ANPANA nel Parco Regionale dei Castelli Romani. Un concorrente di una gara di Mountain Bike segnalava infatti alle Guardie la presenza di un cavallo steso per terra che versava in gravissime condizioni.</p>
<p>Una pattuglia delle Guardie ANPANA in servizio di controllo ambientale, presente nei luoghi con la Delegazione Territoriale di Albano Laziale, si recava  sul posto costatando però l&#8217;avvenuto decesso dell&#8217;animale.</p>
<p>Stante quanto comunicato dall&#8217;ANPANA, sarebbe stato individuato il mezzo con il quale era stato abbandonato il povero cavallo. Sul luogo anche l&#8217;ASL territorialmente competente allertata dall&#8217;ANPANA.  Le indagini del caso per appurare i fatti accaduti e identificare i responsabili di tale gesto, sono tutt&#8217;ora in corso.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>San Gregorio da Sassola (RM) – Tra maiali e cani morti, eternit ed altri maiali al pascolo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 13:59:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[GEAPRESS &#8211; Un odore fortissimo che evidentemente deve avere infastidito gli abitanti di Colle della Cantina, nel comune di San Gregorio da Sassola (RM). I primi accertamenti dei Carabinieri del Comando Stazione di San Gregorio da Sassola, diretti dal Comandante  della Compagnia di Tivoli, Capitano Emanuela Rocca, hanno così portato all&#8217;individuazione dei due presunti responsabili. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/animali-terreno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44900" alt="animali terreno" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/animali-terreno-300x295.jpg" width="300" height="295" /></a>GEAPRESS &#8211; Un odore fortissimo che evidentemente deve avere infastidito gli abitanti di Colle della Cantina, nel comune di San Gregorio da Sassola (RM).</p>
<p>I primi accertamenti dei Carabinieri del Comando Stazione di San Gregorio da Sassola, diretti dal Comandante  della Compagnia di Tivoli, Capitano Emanuela Rocca, hanno così portato all&#8217;individuazione dei due presunti responsabili. Si tratterebbe dei proprietari del terreno, ex coltivatori diretti ormai in pensione.</p>
<p>Sul luogo è poi avvenuto l&#8217;intervento congiunto al NAS di Roma e la scoperta di una quindicina di  carcasse di animali (tra cui due cani) sparse tra il materiale accumulato nei luoghi: eternit, materiale ferroso ed edile.</p>
<p>L&#8217;intervento dell&#8217;ASL e del Nucleo Tutela Ambiente del Comune di San Gregorio da Sassola, dovrà ora accertare le cause della morte e verificare il perchè di quei corpi in diverso stato di decomposizione. Tutti, a quanto pare, abbandonati in superficie.</p>
<p>Nel luogo, nonostante tutto, sono stati rinvenuti 17 maiali al pascolo. Questi ultimi, stante il comunicato dei Carabinieri, sarebbero stati tenuti in pessime condizioni igieniche e senza la prevista  documentazione sanitaria di origine. Gli animali sono stati posti sotto sequestro.</p>
<p>I due proprietari del terreno, dovranno ora difendersi dall&#8217;accusa di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti nel suolo e realizzazione di discarica non autorizzata.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Olbia &#8211; Cosa non si fa per un cane</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 11:14:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[GEAPRESS &#8211; Cosa non si fa per un cane. Perché, poi, dovere intendere qualcosa di speciale se trattasi di un cane. La solidarietà, come quella che ha caratterizzato la storia di Spina e la LIDA di Olbia, ha un valore universale. Di Spina si è saputo venerdì notte. L&#8217;ennesima chiamata pervenuta alla LIDA. La cagnolina era [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/risonanza.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44897" alt="risonanza" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/risonanza-300x252.jpg" width="300" height="252" /></a>GEAPRESS &#8211; Cosa non si fa per un cane. Perché, poi, dovere intendere qualcosa di speciale se trattasi di un cane. La solidarietà, come quella che ha caratterizzato la storia di Spina e la LIDA di Olbia, ha un valore universale.</p>
<p>Di Spina si è saputo venerdì notte. L&#8217;ennesima chiamata pervenuta alla LIDA. La cagnolina era stata investita a Suiles, una località lungo la strada che collega Olbia a Golfo Aranci. Fin da subito la situazione è apparsa molto grave. Un forte  trauma cranico ed una evidente sintomatologia neurologica.</p>
<p>Iniziano così giorni decisamente intensi, durante i quali Spina è stata sottoposta  a numerosi interventi veterinari.</p>
<p>Tutto quanto si è reso necessario per assicurare il trattamento del trauma cranico e delle emorragie, è stato messo in atto. Quarantotto ore di terapia intensiva ed infine Spina si risveglia. E&#8217; colpita da una emiparesi, ma comunque la cagnolina si presenta vigile. Per lei si rende però necessaria la risonanza magnetica.</p>
<p>Subito il trasferimento a Cagliari.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo organizzato il tutto nonostante le nostre difficoltà</em> – riferisce a GeaPress Cosetta Prontu, responsabile della LIDA di Olbia  -  <em>Non è semplice per noi, costantemente sommersi dalle emergenze ed in continue difficoltà economiche</em>&#8220;.</p>
<p>Non si conosce molto di Spina se non che diverse persone si sono attivate per sostenere il ricovero. Nel frattempo, mentre si attende un quadro clinico più definito, ci sono sempre i cani del rifugio della LIDA e le altre emergenze che sopraggiungono.</p>
<p>Infine, l&#8217;esito della risonanza magnetica. Spina ha serissimi problemi encefalici. Aree emorragiche multiple, tra le quali una a livello del lobo olfattivo/frontale. L&#8217;effetto, riferiscono dalla LIDA di Olbia, dell&#8217; impatto avvenuto in strada. Poi una seconda emorragia, questa volta a livello del lobo parietale sinistro. Un effetto concussivo, in questo caso, dovuto al contraccolpo encefalico.</p>
<p>Nonostante gli sforzi immani, uno stato epilettico, sopraggiunto nel pomeriggio di ieri, l&#8217;ha condotta alla morte.</p>
<p>&#8220;<em>Abbiamo fatto l&#8217;impossibile per aiutarla</em> – riferisce a GeaPress Cosetta Prontu &#8211; <em>sacrifici immensi, ci speravamo e ci credevamo</em>&#8220;.</p>
<p>Spina è andata via, commentano dalla LIDA di Olbia, ma è come se fosse rimasta nei cuori di chi le ha voluto bene. Un cane, investito e lasciato moribondo in strada. A volte basta molto meno per fare gridare al miracolo, della solidarietà.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Bastia Umbra (PG) – Intervento della Forestale nel corso della mostra di antiquariato</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 10:17:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[GEAPRESS &#8211; Un controllo presso una mostra di antiquariato svoltasi a Bastia Umbra (PG). Il Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato dell&#8217;Umbria ha così avuto modo di sequestrare  numerosi oggetti in avorio. Stante il comunicato della Forestale, sarebbero  stati rinvenuti bracciali, collane e altri oggetti preziosi in avorio che sarebbero stati posti in vendita presso [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/avorio-sequestro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44894" alt="avorio sequestro" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/avorio-sequestro1-287x300.jpg" width="287" height="300" /></a>GEAPRESS &#8211; Un controllo presso una mostra di antiquariato svoltasi a Bastia Umbra (PG). Il Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato dell&#8217;Umbria ha così avuto modo di sequestrare  numerosi oggetti in avorio.</p>
<p>Stante il comunicato della Forestale, sarebbero  stati rinvenuti bracciali, collane e altri oggetti preziosi in avorio che sarebbero stati posti in vendita presso uno stand di espositori antiquari senza la prescritta certificazione Cites di esenzione dai divieti. L&#8217;elefante africano, ricorda la Forestale,  è una specie in pericolo di estinzione e per questo inserita nell&#8217;appendice I della Convenzione di Washington. Vige pertanto il divieto di commercio, così come per l&#8217;avorio proveniente dalle sue zanne.</p>
<p>I manufatti in avorio sono stati posti sotto sequestro e il commerciante deferito all&#8217;Autorità Giudiziaria per violazione dell&#8217;art. 1 della legge 150/92. Si tratta del  reato di commercio di specie protette prive della certificazione CITES.</p>
<p>La Forestale tiene a precisare come la Convenzione di Washington, più nota con l&#8217;acronimo &#8220;CITES&#8221;, rappresenta uno dei più importanti strumenti normativi internazionali per rendere sostenibile il commercio di specie animali e vegetali, garantendo la vita e la conservazione della biodiversità del pianeta. Compito di ogni Stato aderente alla Convenzione è quello di monitorare e regolamentare adeguatamente il commercio nazionale e internazionale di specie animali e vegetali, nonché di loro prodotti,  in pericolo di estinzione. In Italia, ai sensi della normativa vigente, il servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato cura la gestione amministrativa ai fini della certificazione e il controllo tecnico-specialistico sul rispetto della Convenzione.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Cipro e la crisi economica &#8211; Rifugi sommersi da richieste di assistenza per gli animali domestici</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:58:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[GEAPRESS &#8211; Si aggrava la situazione di molti animali padronali di Cipro a seguito della crisi finanziaria che sta attanagliando il paese. Un problema finora noto per i rifugi di animali impediti, dal blocco dei conti correnti bancari, di potere garantire una regolare fornitura finanche dei servizi primari. Sulla vicenda torna ad informare IFAW (International Fund [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/cane-pad.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-43460" alt="cane pad" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/cane-pad-296x300.jpg" width="296" height="300" /></a>GEAPRESS &#8211; Si aggrava la situazione di molti animali padronali di Cipro a seguito della crisi finanziaria che sta attanagliando il paese.</p>
<p>Un problema finora noto per i rifugi di animali impediti, dal blocco dei conti correnti bancari, di potere garantire una regolare fornitura finanche dei servizi primari. Sulla vicenda torna ad informare IFAW (International Fund for Animal Welfare) che già agli inizi di aprile aveva lanciato l&#8217;allarme (<a href="http://www.geapress.org/brevi/cipro-la-crisi-economica-rischia-di-fare-morire-di-fame-cani-e-gatti-dei-rifugi/43798 " target="_blank">vedi articolo GeaPress </a>).</p>
<p>Un recente sopralluogo è stato ora compiuto da Giacomo Pirnay, responsabile dell&#8217;apposito team costituito da IFAW il quale, in collaborazione con una associazione cipriota, sta  affrontando la grave situazione.  La novità, però, è sui cani e gatti padronali. Ai rifugi già gravati dai problemi economici (i cani che la sola IFAW tiene sotto controllo sono ben 1500), pervengono sempre più le richieste di aiuto da parte di singoli proprietari di animali. In molti, infatti,  non riuscirebbero più a badarvi.</p>
<p>Mancanza di soldi e persone che hanno preso la decisione di trasferirsi all&#8217;estero. A farne le spese sono in questo caso i più deboli e, tra questi, proprio gli animali di casa.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Civitanova Marche (MC) &#8211; I cuccioletti che cuciniamo vivi</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:16:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/cucciolette-mare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44889" alt="cucciolette mare" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/cucciolette-mare-300x297.jpg" width="300" height="297" /></a>GEAPRESS &#8211; Cucciolette di mare, ovvero le lumachine. Nelle scorse ore ne sono state sequestrate  ben due quintali tra Civitanova Marche e Porto Potenza. Per il pescatore da diporto, la sanzione di mille euro. Il tutto grazie all&#8217;intervento della Guardia Costiera.</p>
<p>Per legge i pescatori da diporto, o pescatori sportivi, non potrebbero fare un uso commerciale del pescato, ma è difficile pensare che i due quintali di cucciolette servissero per un uso personale.</p>
<p>E che uso poi. Secondo una ricetta marchigiana, le lumachine devono subire quello che probabilmente corrisponde ad un primo shock termico, ovvero, devono essere immerse in acqua fredda. La variante termica, però, non è l&#8217;unico trauma. Il passaggio in acqua dolce  provoca uno squilibrio con i valori salini cellulari i quali devono essere in equilibrio con l&#8217;acqua marina e non certo con quella di rubinetto. Scompenso che si ripeterà nuovamente con l&#8217;aggiunta successiva di sale (come dettato dalla ricetta).</p>
<p>Nuovamente lavate in acqua fredda, vanno poi immerse in pentola, salandole in vivo. A questo punto si accende il fuoco. Cucinate, ed evidentemente uccise, a fuoco lento.</p>
<p>Quelle sequestrate dalla Guardia Costiera erano ancora vive e per questo sono tornate tutte in mare.</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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		<title>Russia, Bion-M1 – L&#8217;ecatombe degli animali inviati nello spazio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:37:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[GEAPRESS &#8211; Sono state diffuse ieri dall&#8217;agenzia di stampa russa Ria Novosti, i dati relativi alla missione spaziale del satellite Bion-1M. Atterrato nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress ), nulla era stato ancora detto in  merito alla sorte toccata degli animali. Secondo quanto ora riportato dall&#8217;agenzia Ria Novosti, sono quasi tutti morti. Nonostante ciò, secondo Vladimir [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/gechi-spazio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-44880" alt="gechi spazio" src="http://www.geapress.org/wp-content/uploads/gechi-spazio-300x267.jpg" width="300" height="267" /></a>GEAPRESS &#8211; Sono state diffuse ieri dall&#8217;agenzia di stampa russa Ria Novosti, i dati relativi alla missione spaziale del satellite Bion-1M.</p>
<p>Atterrato nei giorni scorsi (<a href="http://www.geapress.org/brevi/russia-atterraggio-della-navicella-spaziale-con-animali-a-bordo/44803" target="_blank">vedi articolo GeaPress </a>), nulla era stato ancora detto in  merito alla sorte toccata degli animali.</p>
<p>Secondo quanto ora riportato dall&#8217;agenzia Ria Novosti, sono quasi tutti morti. Nonostante ciò, secondo Vladimir Sychev,  vice direttore dell&#8217;Istituto Russo di Studi Medici e Biologici, la missione non è fallita e la sonda avrebbe raggiunto gli obiettivi della missione, ovvero gli studi di biologia, fisiologia e biotecnologia. Il tutto per spianare la strada ai futuri voli interplanetari ed a quello su Marte in particolare.</p>
<p>Nel Bion-M1 vi erano otto gerbilli della Mongolia, 45 topi, 15 gechi (nella foto dell&#8217;Agenzia Spaziale Russa), lumache e chiocciole oltre che contenitori con vari microrganismi e piante. La maggior parte di loro non è però riuscita a sopravvivere. Secondo l&#8217;agenzia di stampa russa, si sarebbero verificati dei guasti tecnici. In particolare sarebbero morti tutti i gerbilli, 39 dei 45 topi ed i pesci. Gechi, lumache e chiocciole si sarebbero invece salvati.</p>
<p>L&#8217;aspettativa, secondo Sychev, era di almeno la metà degli animali in vita. Forse, ha riferito Ria Novosti, potrebbe avere influito un fattore di stress. &#8220;<em>Un conflitto nel gruppo</em> – ha ipotizzato lo scienziato – <em>dovuto allo stress a sua volta causato dal passaggio a gravità zero</em>&#8220;. Secondo le stesse dichiarazioni di  Vladimir Sychev riportate da Ria Novosti, parrebbe che dodici giorni dopo l&#8217;inizio del volo spaziale, le luci si siano spente. Per i pesci, ad esempio, è mancato l&#8217;ossigeno che si pensava  dovesse essere prodotto dalla fotosintesi delle alghe. Un esperimento, quest&#8217;ultimo che era stato voluto da scienziati tedeschi. Il progetto, infatti, prevede il coinvolgimento di ricercatori di diversi paesi. Agli scienziati della NASA, riferisce sempre Ria Novosti, lo studio dei topi imbarcati sulla Bion M1.</p>
<p>Il prossimo obiettivo è fissato ora per i viaggi ancora più lunghi, fino ad un&#8217;altitudine di 1000 chilometri contro i 575 dello scorso volo. &#8220;<em>Le condizioni saranno più dure</em>&#8221; ha riferito Sychev.</p>
<p>In aggiunta a quanto riportato dall&#8217;agenzia Ria Novosti, va rilevato come secondo voci circolate in questi giorni in organi di stampa internazionali, ma ancora in attesa di conferma ufficiale, la Russia si starebbe preparando ad un invio di animali nel cosiddetto spazio profondo, ovvero oltre i confini della magnetosfera.</p>
<p>Di queste ore anche la notizia del probabile prossimo invio di una seconda scimmia nello spazio da parte dell&#8217;Iran (<a href="http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/iran-tra-meno-di-un-anno-seconda-scimmia-nello-spazio/44865" target="_blank">vedi articolo GeaPress</a>).</p>
<p>© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati</p>
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