GEAPRESS – Zimbabwe – Due bracconieri uccisi dai rangers dell’Autorità dei Parchi Nazionali e Gestione della Fauna dello Zimbabwe. I fatti sono avvenuti nella regione del Guruvi, nel nord del paese. Tre bracconieri sono riusciti a fuggire ma sul posto hanno abbandonato le armi, prevalentemente da guerra. Tra di esse, bombe, fucili e munizioni.

Il commando era dedito al bracconaggio degli elefanti. Sul posto, infatti, oltre alle armi sono state rinvenute sei paia di zanne, del valore stimato di poco meno di 13.000 dollari.

L’ Autorità dei Parchi Nazionali e Gestione della Fauna ha riferito che i rangers hanno seguito le tracce di cinque sospetti bracconieri fino ad individuarli proprio mentre erano intenti a cancellare i segni del loro passaggio. Lo scontro a fuoco scatenato dai cinque, è stato immediato. Uno dei due bracconieri rimasti uccisi, è già noto alla Polizia dello Zimbabwe per i precedenti relativi proprio al bracconaggio degli elefanti.

Un nuovo grave episodio, dunque, che fa seguito a quello avvenuto sabato scorso nello Hwange National Park, nella parte occidentale del paese incuneata tra Botswana e Zambia. Proprio da quest’ultimo paese sembrava provenire il gruppo di cinque bracconieri. Uno è rimasto ucciso, mentre gli altri quattro sono riusciti a fuggire lungo il fiume Zambesi, lasciando nei luoghi armi e cibo.

I casi menzionati, hanno riferito dall’Autorità nazionale dello Zimbabwe, devono essere da monito per chi finanzia le bande dei bracconieri.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati