GEAPRESS – A dare la notizia è Johnny Rodrigues, direttore dello Zimbabwe Conservation Task Force. Al grosso rinoceronte nero, in Zimbabwe, gli hanno sparato numerosi colpi di fucile. Poi, credendolo morto, hanno frettolosamente segato i moncherini dei due corni tipici del rinoceronte nero. Moncherini perchè lo scorso anno, il povero rinoceronte dello Zimbabwe, era stato sedato e, proprio per evitare l’attacco dei bracconieri, privato dei corni. Una operazione indolore visto che il corno altro non è cheratina, ovvero la stessa proteina con la quale sono fatte unghia e peli. Il grosso rinoceronte è stato creduto morto ed invece è riuscito a sollevarsi e prolungare così una dolorosissima agonia. E’ stato trovato dai Rangers. Chissà se riuscirà a salvarsi.

E’ uno degli ultimi 360 rinoceronti neri dello Zimbabwe. Ne rimangono poi circa 220 di bianchi. Ovvero poco più di un terzo di venti anni addietro. Il corno di rinoceronte serve sia per produrre manufatti (ad esempio le impugnature dei pugnali specie nello Yemen) ma soprattutto ridotto in polvere. Una ignorante diceria afferma che ha valore medicamentoso e per questo il suo prezzo ha superato quello della cocaina. 333 rinoceronti uccisi nello scorso anno nel solo Sudafrica. Già 28, compreso lo Zimbabwe, agli inizi di febbraio 2011.

Una rete di trafficanti e fiancheggiatori che ha visto recentemente coinvolti anche veterinari sudafricani e note ditte di safari di caccia con sedi anche in Europa (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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