GEAPRESS – Sono alcune decine le zanne di elefante rinvenute in Cameroon all’interno di casse di cacao in procinto di essere spedite oltre confine (nella foto del Ministero delle Foreste del Cameroon). In tutto 100 chilogrammi di avorio appartenenti verosimilmente al piccolo elefante delle foreste.

Secondo recenti studi si tratterebbe di una specie diversa da quella del ben più grande elefante africano propriamente detto. Di quello delle foreste non si conosce ancora lo status esatto. Non si sa, ad esempio, la stessa consistenza della popolazione selvatica. Fatto questo che evidentemente poco importa ai bracconieri i quali, già nello scorso febbraio, sono stati fermati in Cameroon con un carico di zanne e cacao. In tutto, dall’inizio dell’anno, 65 persone individuate quali componenti di bande di bracconieri e trafficanti. Diverse persone e diverse mansioni, tra cui uomini di affari come nel caso di uno dei quattro arrestati dei giorni scorsi.

Il Cameroon, negli ultimi anni, ha sicuramente inasprito le previsioni di pena per i bracconieri ma, secondo il WWF, le sentenze fino ad ora emesse, sono troppo morbide per costituire un reale deterrente. Questo anche alla luce della recente recrudescenza di un fenomeno che, per espandere i propri traffici, non ha esitato a scontrasi, a colpi di arma da fuoco, con le stesse unità di pronto intervento che collaborano con la polizia. Conflitti che, nello scorso settembre, sono costati la vita ad una guardia.

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