orsetti
GEAPRESS – I due piccoli orsi sono già stati ricoverati nel marzo scorso presso il Bear Rescue Center del Parco Nazionale di Tam Dao. Di oggi, invece, la notizia della condanna dei due trafficanti. Secondo quanto riportato dall’ONG Education for Nature-Vietnam con sede ad Hanoi, a seguito di lunghi mesi di indagini si è giunti alla condanna di 12 mesi di reclusione per il cacciatore-venditore di orsetti. Chi, invece, lo aveva coadiuvato dovrà scontare 24 mesi di libertà vigilata.

Ad individuare i due trafficanti è stata la Polizia della provincia di Lai Chau, nel nord est del paese.

Gli orsi in questione appartengo alla specie tristemente nota per essere utilizzata negli allevamenti dai quali si estrae la bile. A differenza di altri derivati di orgine animale, per i quali superstizioni motivate solo dal vivace tornaconto economico alludono ad improbabili proprietà medicamentose, l’estratto della cistifellea di orso ha una indubbia funzione terapeutica scientificamente dimostrata. Il principio attivo è però facilmente riproducibile nei laboratori, ricorrendo alla sintesi chimica senza alcuna necessità di dovere utilizzare la bile dei poveri animali costretti in allucinanti gabbie poco più grandi delle loro stesse dimensioni. Questi orrendi attrezzi di costrizione, sono funzionali solo a fare passare il catetere inserito nell’addome, dal quale cola il liquido biliare.

Secondo alcune notizie di stampa provenienti sempre dal Vietnam, parrebbe che a seguito dei provvedimenti del Governo contro le cosiddette “fattorie della bile”, il prezzo del preparato animale è crollare rendendo antieconomico il mantenimento degli orsi più vecchi. Un problema aggiunto, considerata la fine che è probabile possono fare gli orsi anziani.

Per i due orsetti in questione (nella foto della polizia di Lai Chau) l’incubo è però finito.

Purtroppo il Vietnam si trova al centro di intensi traffici di fauna selvatica. Corni di rinoceronte, sia di provenienza africana che indiana, ossa di felini, per non parlare degli animali domestici e dei cani in particolare, che vengono illegalmente importati dalla Tailandia, attraverso il Laos, per la ristorazione locale.

Ritornando alla fauna selvatica, è della settimana scorsa il sequestro operato dagli uffici della dogana della città di Hai Phong, di ben 3040 pangolini e di 990 chili di scaglie, anch’esse in uso, come nel caso della carne, nella medicina tradizionale. I corpi e la scaglie erano mischiati a calamari congelati e cavallucci marini essiccati.

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