tigre
GEAPRESS – Le  persone ora condannate, erano state scoperte dalla polizia vietnamita in flagranza di reato. Il 23 settembre del 2012, infatti, vennero individuate mentre cucinavano le ossa di tigre. Un processo a quanto pare necessario per il confezionamento di tonici ed altri prodotti della medicina tradizionale.

Uno dei denunciati ammise di avere comprato la tigre. Nel corso dell’intervento di polizia vennero sequestrati anche prodotti a base di tartaruga ed altri animali selvatici.

La tigre, del peso di circa 280 chilogrammi, proveniva da Nghe An, una zona interna del Vietnam a circa 250 chilometri in linea d’aria a sud est di Hanoi. Il sequestro avvenne invece a Phu Tho, a nord della capitale vietnamita.

Buona parte del corpo venne rinvenuto congelato e gli inquirenti decisero di conservarlo quale prova da presentare al processo. Iter giudiziario arrivato ora alla sua fine ma non senza polemiche.

Stante quanto riportato dal quotidiano An Ninh Thu Do la condanna al principale imputato è stata di 30 mesi di prigione, pena sospesa. Pene inferiori o sanzione amministrativa, per i suoi complici. Quello che lascia però perplessi, pur non volendo tener conto delle precedenti condanne decisamente più pesanti avvenute in Vietnam, è stata  la decisione in merito al corpo del povero animale. Grossolamente ricomposto al fine di costituire prova processuale, il Giudice ha poi deciso di consegnarlo ad una società farmaceutica. La tigre, cioè, diventerà comunque  colla d’osso.

Forse, dovendone proprio fare qualcosa, era meglio consegnarla ad un Museo di Storia Naturale, come già capitato in altre occasioni in Vietnam.

Sempre nelle scorse ore, un’altra notizia che riguarda il commercio illegale di fauna selvatica o sue parti. Cinque chilogrammi di corno di rinoceronte, sequestrati nell’aeroporto internazionale della città di Ho Chi Minh. Rappresenta il secondo sequestro nelle ultime due settimane.

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