GEAPRESS – Condanna, rispettivamente a 48 e 36 mesi di prigione, per un uomo ed una donna abitanti in Vietnam e ritenuti colpevoli del commercio di ossa di tigre. La Corte Suprema del Popolo ha in tal maniera deciso per Nguyen Thuy Dung, di anni 50 e The Gioi Nguyen, di 55 anni. I fatti risalgono al settembre 2010 (vedi articolo GeaPress) quando la polizia vietnamita fermò in quattro diversi posti, le persone ritenute al centro del traffico di ossa. In particolare, alla coppia ora condannata,  vennero sequestrati sei scheletri completi di tigre, sei teschi e trentadue chilogrammi di altre ossa. Vennero altresì ritrovate due zanne di elefante, tre teschi ed uno scheletro del rarissimo leopardo nebuloso, sei teschi di orsi più uno imbalsamato, 730 kg di antilope Serow, cervi, tartarughe, corna del bovide Gaur, colla ricavata dalle ossa, interi secchi di bile ed in più stomaci essiccati di porcospino. In tutto 900 Kg di ossa.

Nella condanna, emessa l’altro ieri, si fa peraltro riferimento anche alla colla di ossa e alla preparazione di presunti tonici, confezionati con le ossa di tigre.

In Vietnam, rimangono poche decine di tigri. Più o meno quanto gli orsi marsicani, popolazione unica al mondo del più diffuso orso bruno. Solo che da noi, nessun bracconiere potrà mai andare in prigione anche se li uccidesse tutti in un solo giorno. La pena pecuniaria, poi, è costituita da una ridicola ammenda peraltro, come tutti i reati contravvenzionali, oblazionabile. Per chi, ad esempio, abbatte un orso oppure il raro camoscio d’abruzzo, è previsto il teorico arresto da tre mesi ad un anno. Teorico, perchè (salvo particolarissimi casi di pregiudicati) l’ipotesi di passare un giorno in prigione scatta per previsioni (minime) di quattro anni e non di mesi. L’ammenda, da convertire in euro,  varia da un minimo di due milioni a 12 milioni di lire. Non è mai stata aggiornata dalla data di emanazione della legge, ovvero il 1992. La cifra, però, può essere ridotta nel caso di Decreto Penale di Condanna. Ancor di più se si sceglie l’oblazione. La revoca del porto d’armi, vale solo a condanna definitiva (ammesso che il reato non incappi nei tempi di presrcizione) o Decreto Penale di Condanna divenuto esecutivo. Nulla, sull’oblazione. Vi sarebbero poi i reati di cui alla violazione della Convenzione di Washington sul commercio di specie, o loro parti, in via d’estinzione. L’Italia, però, anche qui ha previsto reati di sola natura contravvenzionale. Salvo l’ammenda che è sensibilmente più elevata rispetto ai reati venatori, anche qui l’arresto non fa paura a nessuno. Tutto sommato, il Vietnam potrebbe essere un esempio da seguire. 

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