testa serpente
GEAPRESS – Una mostra degli “orrori” quella organizzata a Vienna a cura dell’amministrazione doganale. Molte migliaia di pezzi, lavorati e non, derivati da fauna selvatica. Provengono tutti da sequesti operati nel momento in cui si è tentato di contrabbandarli nel paese.

Pietose teste di piccoli coccodrilli diventate tutt’uno con borsette ed altri oggetti di moda. orrende mummie di serpenti velenosi nell’atto di mordere, teste di lupi in espressioni improbabili, per finire ai numerosi molini in avorio.

Un esempio di come il traffico illegale di fauna selvatica sia ormai ben organizzato in tutto il mondo. Un fatturato che  secondo Yury Fedotov , direttore esecutivo dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC), ammonterebbe a ben dieci miliardi di dollari. Cifre equiparabili a quelle  di vite umane, armi e droga.

Il responsabile dello speciale ufficio delle Nazioni Unite ha recentemente sottolineato come il commercio illegale di specie selvatiche necessita, per essere contrastato, di una consapevolezza globale. Si tratta, infatti, di un gravissimo crimine transnazionale. Per combatterlo occore una legislazione efficace oltre che rafforzare i sistemi di applicazione della legge e della giustizia penale. Mezzi efficaci su vari fronti, dunque, per indagare e perseguire i criminali sia nei paesi d’origine che in quelli importatori. Una collaborazione su vasta scala che però, evidentemente, non è ancora valida per combattere tale fenomeno.

In Austria operano già da tempo due cani addestrati al rinvenimento di fauna selvatica. Sono in servizio presso l’aeroporto di Vienna. Lo scorso giugno, uno di loro ha iniziato a puntare il bagaglio di un passeggero in arrivo da Bali. All’interno vi erano 60 uccelli di contrabbando, 21 dei quali appartenenti a specie protette  dalla Convenzione di Washington. Il passeggero non aveva i documenti necessari a tali commerci mentre tutti gli animali erano stati trasportati in condizioni pessime. Alcuni degli uccelli erano bloccati all’interno rotoli di cartone e nel complesso 37 di loro sono stati trovati morti al momento dell’ispezione.

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