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GEAPRESS – Sta sfidando lo Stato del Connecticut per otterene 150 milioni di dollari a seguito del danno subito. Charla Nash, nel 2009, venne gravemente menomata da uno scimpanzè di quasi cento chili detenuto in una casa privata. L’animale, secondo le indagini che allora vennero eseguite, aggredì la signora sfigurandola e rendendola cieca. Nella sua furia il grosso scimpanzè arrivò ad amputerle le mani.

La donna ha dovuto subire un intero trapianto del volto ottenuto con numerosi interventi chirurgici.

Alla base della difesa della donna, c’è la pericolosità dell’animale che a detta della stessa doveva essere prevenuta dalle autorità statali. Un punto, però, che appare molto dibattuto. Secondo la legislazione dello Stato americano, non esistono formali divieti di detenzione di tali animali. Pertanto l’amministrazione pubblica non potrebbe rispondere dei danni subiti. Un fatto, quello della detenzione di animali definibili  “pericolosi”,  più volte  apparso nelle cronache degli Stati uniti dove si sono registrate incredibili fughe di animali da zoo privati, finite con vere e proprie cacce di polizia.

La vicenda relativa alla detenzione degli animali “pericolosi” è stata nel passato dibattutta anche in Italia, finchè, nel gennaio 1997 non si è arrivati al divieto di detenzione di molte specie di mammiferi, rettili e più di recente aracnidi (ragni e scorpioni) definiti dalla legge come pericolosi per la salute  e l’incolumità pubblica. Non sono mancati i ritrovamente clamorosi. Tra questi le tartarughe azzannatrici, rinvenute in più regioni d’Italia ed i crotali in una pineta del litorale romano. Quasi tutte bufale, invece, gli avvistamenti di altri animali pericolosi, come nel caso delle numerose pantere e più raramente tigri e puma, periodicamente avvistati in Italia ma che non hanno portato a riscontri oggettivi.

Nell’iniziale divieto di detenzione, venne prevista una clausula anche per i circhi equestri. La prima formulazione della legge prevedeva infatti un pronunciamento di una commissione del Ministero dell’Ambiente sul mantenimento di elefanti, grandi felini, orsi, scimmie, molti rettili ed altri animali ancora. Tutti i circhi che presentaro la documentazione non ricevettero però    responso positivo, ma nel 1998 la legge cambiò solo nella parte che li riguardava, delegando le Prefetture, previo nulla osta veterinario, al rilascio delle autorizzazioni.

In Italia gli scimpanzè dovrebbero ormai non essere più detenuti da privati detentori (salvo se zoo autorizzati) e, per diversa volontà, negli stessi circhi equestri, sebbene fino a non molti anni addietro al seguito di alcuni tendoni erano detenuti ormai pochi scimpanze, in alcuni casi fatti entrare in pista.

La pericolosità di questa grande scimmia, appare con la maturità sessuale. Non a caso, negli spettacoli circensi, venivano più spesso mostrati piccoli scimpanzè divenuti oggetto, quando illecitamente importati, di clamorosi sequestri.

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