GEAPRESS – Avevano messo in piedi un fiorente commercio di sementi per l’agricoltura, ma in realtà la loro “merce” era costituita da pelli di Giaguaro. Due cittadini statunitensi di origine ispanica, ma residenti in Texas, sono così riusciti a vendere numerose pelli del raro predatore, un tempo diffuso dagli Stati Uniti fino alla Patagonia, ed oggi relegato prevalentemente all’interno della foresta amazzonica.

Per smerciarle, così come comunicato dall’Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per il Distretto sud della Florida (nella foto le pelli sequestrate), avevano provato ad utilizzare il commercio elettronico. Questo, in almeno un caso. I due, però, tutto si potevano aspettare eccetto che dietro l’acquisto di due diverse partire di pelli, dirette nella Florida e nello stesso Texas, vi fossero alcuni agenti federali infiltrati nella rete dei trafficanti. Sono stati arrestati ed ora riconosciuti colpevoli, sebbene, in base al regolamento processuale vigente negli USA, per la condanna bisognerà aspettare il prossimo anno.

Negli Stati Uniti l’importazione di flora e fauna (o loro parti) in via di estinzione, così come la detenzione ed il commercio, sono considerati reati gravi. I due rischiano ora una pena detentiva fino a cinque anni, 250.000 dollari di sanzione pecuniaria e tre anni di libertà vigilata.

Situazione ben diversa, purtroppo, dal nostro paese, dove un evenutale trasgressore rischierebbe per la stessa condotta una pena reclusiva massima di un anno (di fatto praticamente inesistente considerato che trattasi di un periodo previsto ben al di sotto della soglia di punibilità) ed una ammenda di circa 100.000 euro, cifra equivalente a quella in lire mai aggiornata dal 1992, data di emanazione della legge. L’imputato, però, può oblare e pagare così pochi euro estinguendo il reato, oppure decidere per forme di condanna alleviate, come nel caso di un Decreto Penale di Condanna. Il reato previsto in Italia è, infatti, di semplice natura contravvenzionale.  

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