GEAPRESS – Due importanti sentenze sono state in queste ore emesse negli Stati Uniti ai danni di trafficanti di avorio e di zanne di narvalo e denti di capodoglio. Nel primo caso,a New York, due trafficanti sono stati condannati a dieci e quattordici mesi di reclusione. L’avorio, nascosto in casse contenenti oggetti di artigianato africano, erano arrivati nel 2010 all’aeroporto John F. Kennedy di New York.

Più singolare la seconda condanna emessa, in questo caso, nel Massachusetts. In questo caso ad essere condannato, con più capi di imputazione, a ben 33 mesi di reclusione, è il proprietario di una famosa casa d’arte. La condanna, emessa il 19 novembre scorso ma quantificata solo ora in base alla procedura giudiziaria anglosassone, si riferiva all’importazione di zanne di narvalo e denti di capodoglio. Il tutto per un valore compreso tra i duecentomila ed i quattrocentomila dollari. Secondo le Autorità americane, l’importazione illegale di animali protetti dalla Cites o loro parti (come nel caso dell’avorio o dei denti di capodoglio) è un grave reato duramente punito dalla legge..

Stride ancora una volta l’evidente divario tra le pene previste in America ed i blandi reati contravvenzionali che invece dovrebbero colpire chi, in Italia, viene scoperto a commerciare animali esotici protetti. Un recente importante sequestro operato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Desenzano (BS) si è concluso con la denuncia a piede libero del proprietario di una notissima casa d’asta triestina (vedi articolo GeaPress). Quasi sicuramente avrà contestato un Decreto Penale di Condanna e pagando la sanzione tra cinque anni il reato sarà pure estinto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).