GEAPRESS – E’ accusato di avere contrabbandato, almeno dal 2006 al 2009, avorio grezzo dal centro Africa. Il proprietario di una nota casa d’arte di Filandelfia, in Pennsylvania, è stato così arrestato a seguito di una investigazione federale. Rischia ora 20 anni di prigione. Oltre una tonnellata di avorio, ovvero uno dei più grossi sequestri mai effettuati negli USA. Su Victor Gordon, di anni 68, pesano ora ben 10 capi di imputazione di reati gravi. Si tratta dei cosiddetti “felony”, più o meno equivalenti ai nostri reati delitti. Solo che in Italia la detenzione o vendita di avorio è punita con un reato di natura contravvenzionale ed in pratica, nella quasi totalità dei casi, la pena da pagare è una ammenda.

Victor Gordon contrattava l’acquisto di avorio grezzo che veniva poi fatto intagliare da manodopera specializzata. Il procedimento, però, prevedeva anche l’invecchiamento, fatto questo che avrebbe salvato l’avorio dai sequestri. Se, infatti, detenuto da oltre 100 anni (fatto che, comunque, deve essere dimostrato) nulla può essere imputato.

L’avorio ora sequestrato raffigurava vari soggetti, alcuni dei quali intagliati direttamente nelle zanne. Figure antropomorfe, animali, armamenti ed altro ancora. Il tutto da vendere con il “fascino” dell’antichità. Posseduto da chissà chi, magari un cacciatore ottocentesco o un imperatore africano. Ed invece trattavasi di elefanti abbattuti di recente e le cui zanne venivano trattate con sostanze chimiche che, a lavorazione avvenuta, permettevano di avere pezzi apparentemente antichi.

La differenza nelle pene commutate negli USA ed in Italia, non si ferma comunque qui. Del commerciante d’arte americano, si conosce praticamente tutto. Questo anche se nei comunicati ufficiali del Dipartimento della Giustizia, viene sempre inserita la frase di rito che trattasi di imputato. Presunto innocente, cioè, fino a condanna. In un recente sequestro di avorio, avvenuto in una casa d’asta di Trieste (vedi articolo GeaPress) ed altro ad un professionista di Paternò (CT) (vedi articolo GeaPress), poco o nulla è stato possibile dire sull’imputato. E’ un altro effetto dei reati contravvenzionali. Reati leggeri, secondo l’ordinamento italiano, anche quando si è accusati di avere venduto i frutti di razzie agli elefanti africani, passati, in meno di venti anni, da due milioni di individidui a circa 500.000.
 
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