bracconiere leone
GEAPRESS – Un nuovo sequestro portato a compimento dalle autorità di polizia dell’Uganda, in collaborazione con gli esperti dell’ONG Eagle. Dopo l’avorio di elefante africano dello scorso settembre (vedi articolo GeaPress) e quello di ippopotamo di appena pochi giorni addietro (vedi articolo BlogSicilia) è ora la volta di una pelle di leone, intercettata ad un contrabbandiere.

La pelle, accompagnata dal teschio del povero animale, avrebbe potuto fruttare in questa fase della negoziazione, oltre 7000 dollari. L’animale, secondo Eagle network, era stato ucciso da poco all’interno del Parco Nazionale delle Cascate di Murchison. Purtroppo, sottolinea la stessa ONG, la popolazione dei leoni dell’Uganda è diminuita negli ultimi dieci anni del 60%.

Leoni, ma anche diverse scimmie, leopardi ed altri animali della fauna africana, patiscono gli effetti sia del bracconaggio che della caccia legale, in maniera più silente rispetto ad altre specie divenute icone del protezionismo internazionale. Il leone è uno degli esempi più eclatanti e se non si interverrà urgentemente potrebbe ridursi ad un livello tale da mettere seriamente in pericolo la stessa sussistenza delle sue popolazioni selvatiche.

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