GEAPRESS – Quello di oggi, dicono dal Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato, è solo l’ultimo di una lunga serie di animali esotici e pericolosi, rinvenuti in Italia. Una temibile Tartaruga azzannatrice questa volta rinvenuta lungo l’argine del Tevere, a Stimigliano, in provincia di Rieti. L’animale, per le sue dimensioni, era sicuramente in grado di arrecare danni a chi si fosse eventualmente imbattuto in essa, senza avere alcuna maestria nel maneggiarla.

Di orgine americana, la Tartaruga azzannatrice è stata abbondantemente importata nel passato. Nel 1997 la sua specie rientrò nell’elenco degli animali cosiddetti pericolosi per l’incolumità pubblica. La Forestale, sospetta che la grossa tartaruga ritrovata oggi, possa essere stata importata illegalmente.

Del resto, a partire dall’anno del divieto, le denunce di possesso di questi animali, furono troppo basse rispetto alle cifre desunte dai dati di importazione. Non a caso ad essere rinvenute sono in genere tartarughe adulte, ovvero divenute nel tempo un “ingombro” troppo difficile da gestire. Per chi detiene irregolarmente uno di questi animali, ovvero se non denunciato all’entrata in vigore del divieto, viene contestata una ammenda compresa tra i 7.000 e i 100.000 euro.

Ad intervenire i Forestali del Servizio CITES Centrale di Roma e del Comando Stazione di Poggio Mirteto (RI). La tartaruga è stata trasferita in un centro di Roma autorizzato dal Ministero dell’Ambiente.
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