GEAPRESS – Mentre il Ministero dell’Ambiente perde tempo decidendo di mettere all’asta, per la gioia dei commercianti, gli animali sequestrati (vedi articolo GeaPress), continuano senza sosta i sequestri di tastuggini di terra nelle dogane italiane. Oggi ben due comunicazioni. Due Testudo graeca nebulensis, all’interno di un furgone di un cittadino tunisino sbarcato a Civitavecchia e ben altre 51, appartenenti alla stessa specie, sequestrate nel porto di Palermo.

Un lavoro ormai praticamente quotidiano che cerca di reprimere un traffico, quale quello delle tartarughe, molto lucroso. Per il Corpo Forestale dello Stato, si tratta di un commercio indirizzato ad alimentare un fiorente mercato illegale, molto vivace specie nei canali via internet. Mercatini nel web e siti di annunci dove fioriscono i venditori di tartarughe rubate alla vita libera. Per loro una vita da passare dentro una teca di vetro da mostrare, magari, nel salotto di casa.

Purtroppo, come sottolineato dalle stesse fonti inquirenti, i reati che dovrebbero punire chi contrabbanda fauna selvatica, sono di natura contravvenzionale. Impossibile, ad esempio, potere agganciare il più potente reato dell’associazione a delinquere. Questo nonostante il traffico di animali esotici è notoriamente in mano a vere e proprie associazioni criminali. Impossibile, inoltre, l’arresto in flagranza di reato, mentre la stessa ipotesi di arresto, a condanna definitiva, è ben al di sotto della soglia di punibilità. Sono previste ammende elevate, pari, nei valori massimi, ad oltre 100.000 euro. Viene da chiedersi, però, quando mai il cittadino tunisino fermato a Civitavecchia pagherà.

Ad operare i sequestri di oggi l’Ufficio delle Dogane, per Civitavecchia, congiuntamente, per Palermo, alla Guardia di Finanza ed al Corpo Forestale dello Stato.

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