GEAPRESS – Il grande maschio di gorilla i bracconieri l’avevano ucciso lo scorso 17 giugno, ed oggi sono finiti tutti in galera. La autorità di Polizia sono arrivati a loro grazie ai cani che hanno seguito le tracce dal luogo del misfatto fino al villaggio. I fatti sono avvenuti nel Parco Nazionale di Bwindi in Uganda.

Un recente censimento (vedi articolo GeaPress) aveva mostrato come la popolazione di gorilla di montagna, risultava essere in incremento, anche se la situazione rimaneva pur sempre delicata. In particolare la popolazione che destava meno apprensioni era proprio quella ugandese. Da almeno 15 anni, dicono al WWF, non si registravano casi di particolare gravità. Anzi i gorilla sono ormai divenuti oggetto di un considerale afflusso turistico il quale incrementa con circa un milione di dollari annuali, le casse dello Stato centro africano.

Secondo David Greer, Coordinatore del Progetto Grandi Scimmie del WWF africano, lo stato di protezione legale è decisamente meglio definito per il cosiddetto gorilla di montanga. Molti rischi, invece, incombono per il gorilla di pianura o occidentale. Sebbene la sua popolazione sia ancora notevolmente più elevata rispetto a quelli di montanga, manca ancora una decisa volontà politica, da parte di molti paesi dell’Africa centro occidentale, per la protezione della sottospecie di pianura. Secondo Greer le uccisioni in Cameroon, Gabon, Congo and Central African Republic, sono ormai all’ordine del giorno.

In particolare, in molti di questi paesi, il gorilla costituisce una fonte del bushmeat, ovvero la carne di foresta. I gorilla, cioè, fanno parte di una lunga tradizione di caccia che vede questi animali protagonisti del regime alimentare locale. In alcuni paesi gli interventi governativi sono decisi e determinanti nella protezione delle aree naturali. I bracconieri vengono arrestati (a differenza dell’italia, dove chi uccide un rarissimo animale ha solo previsioni di pena squisitamente contravvenzionale) e la selvaggina sequestrata. In altri paesi esistono regimi di protezione quantomeno dubbi, se non di evidente convivenza, quali la messa all’asta del sequestrato subito dopo l’intervento di polizia. A riacquistare sono gli stessi parenti dei bracconieri, che mettono in conto, come una sorta di tassa, l’eventuale intervento restrittivo.

Carne di foresta affumicata è stata spesso sequestrata in Europa. Specie negli scali aeroportuali, sono stati in più occasioni sequestrate partite di carne affumicata. Scimmie, tranci di antilopi ed altri animali, preparati nei paesi di origine ed importate per gli immigrati europei. Sequestri ingenti sono avvenuti in Inghilterra, ma anche in Francia. Appena lo scorsa settimana, in Cameroon, 22 bracconieri sono stati arresti perchè trovati in possesso di armi e carne di elefante, gorilla e scimpanzè.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati