GEAPRESS – Sarebbero stati venduti a Trieste in una notissima casa d’asta i sessantaquattro oggetti in avorio sequestrati dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Desenzano (BS) in due diversi interventi a Milano e nella stessa Trieste. Paraventi intarsiati, statuette, zanne ed una scacchiera. Avrebbero completato un ricco carniere che nel recente passato ha visto proporre alla vendita, nel bel palazzo in riva al porto triestino, finanche acquarelli di Hitler e ceramiche rarissime ispirate a Michael Jackson. Roba da ricconi riservati e che, verosimilmente, non fanno molto domande.

Di sicuro i due denunciati a piede libero (oltre al sessantenne antiquario triestino vi è anche un milanese di trenta anni) non hanno voluto collaborare. Muti come pesci, magari d’avorio ma pur sempre indisponibili. Dovranno ora rispondere del reato di cui all’art. 1 della legge 150/92 che punisce la vendita di animali, o loro parti, minacciati di estinzione, se sprovvisti di regolare documentazione CITES, con la reclusione da tre mesi ad un anno o l’ammenda da 7.750 a 103.200 euro.

L’attività informativa svolta dai militari della Guardia di Finanza di Desenzano, guidati dal  S.Ten. Stefano Sartorato, ha portato per prima al sequestro condotto nella casa di Milano. Gli oggetti in avorio, però, risultavano acquistati, dal negozio di Trieste. Qui si indirizzava la successiva fase investigativa che permetteva di rinvenire altri oggetti sempre in avorio lavorato.

Non solo vendite presso la casa d’asta. I tempi sono quelli che sono e gli acquirenti venivano rintracciati anche via internet. Ovviamente gli oggetti in avorio erano pubblicizzati come perfettamente in regola.

Già nel mese d’ottobre un altro responsabile di Casa d’Asta era ribaltato agli onori della cronaca. Si trattava di un antiquario inglese che stava per destinare alla Cina due corni di rinoceronte segati a due animali morti in uno zoo (vedi articolo GeaPress).

Ad ogni modo, il sospetto che, come per il caso dei corni di rinoceronte, anche per la vendita dell’avorio, in special modo d’origine africana, vi possano essere delle case d’asta, era stato comunque avanzato dalle autorità sudafricane. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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