orso bruno alice
GEAPRESS – Giunge ad una svolta la travagliata vita dell’orsa Alice.

Arrivata clandestinamente in italia nel 1980 e sballottata, riferisce il Corpo Forestale dello Stato, da strutture circensi al recinto di un albergo ristorante del trevigiano.  Qui è stata posta sotto sequestro dalla Forestale.

Alice, era diventata una attrattiva per i visitatori. Al controllo della Forestale, tra l’altro, sarebbe poi risultata priva di certificati che ne comprovassero la legale provenienza. L’Orso bruno (Ursus arctos), infatti, è annoverato tra le specie pericolose per l’incolumità dell’uomo e soggetto, pertanto, ad una particolare autorizzazione. La stessa specie è inoltre sottoposta al più alto grado di tutela da parte della Convenzione di Washington (CITES) riguardante animali e vegetali a rischio di estinzione.  Il legale rappresentante della struttura che la ospitava, riferisce sempre la Forestale, è stato per questo segnalato  all’Autorità Giudiziaria per detenzione illegale di specie protette.

Di Alice si sa che inizialmente proveniva da un circo russo, ma non si conoscono le sue origini più remote né come vi fosse finita. Senza un passato, ma con un futuro migliore all’orizzonte grazie all’intervento della Forestale e all’impegno dell’Associazione Animals Asia Foundation Italia Onlus, che ha individuato nel Bioparco “Gnadenhof für Baden” di Monaco di Baviera un sito ottimale per la detenzione dell’animale. Qui, l’orsa Alice,  potrà vivere in compagnia di altri plantigradi e in uno spazio vasto e adeguato dal punto di vista ambientale.

A fianco dell’orsa Alice, a condividere buona parte delle sue vicissitudini, c’era un altro esemplare, maschio, finito anch’esso nel parco dell’hotel in provincia di Treviso e, purtroppo, morto da poco. La scomparsa dell’animale ha gettato l’orsa in uno stato di prostrazione. Per questo, con le nuove cure, l’auspicio  è che le condizioni di salute di Alice possano migliore.

Stante quanto comunicato dal Corpo Forestale dello Stato, all’orsa Alice spetterà  uno spazio ampio e idoneo da condividere con i propri simili.

Per garantire uno spostamento in completa sicurezza e con una particolare attenzione al suo benessere, l’animale è stato sottoposto a sedazione. L’operazione di trasferimento è stata organizzata dal Servizio CITES Territoriale di Vicenza e dagli esperti del Servizio CITES Centrale di Roma del Corpo forestale dello Stato, con la piena collaborazione dei membri dell’Associazione  e dei veterinari del Parco tedesco giunti in Veneto.

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