tartaruga azzannatrice
GEAPRESS – Una Tartaruga azzannatrice (Chelidra serpentina) è stata rinvneuta a Tremonzelli, in provincia di Palermo, dal proprietario di un agriturismo.

L’animale è stato poi consegnato al personale del Servizio CITES del Corpo Forestale della Regione Siciliana, secondo il quale, la specie di apparteneza, originaria del Nordamercia, è purtroppo in progressiva diffusione anche in Europa per i rilasci effettuati da incauti acquirenti. Questi ultimi, sempre ad avviso del Servizio Cites,  a dispetto delle leggi che quasi ovunque ne vietano la commercializzazione, comprano giovani esemplari che abbandonano quando la crescita rende gli animali, già piuttosto aggressivi,  ingombranti e difficili da mantenere.

Particolare è stata anche la modalità del ritrovamento. Il proprietario dell’agriturismo ha infatti notato come, in prossimità di un bevaio, alcune pecore sembravano innervosite. Avvicinandosi ha notato il rettile della lunghezza di circa 40 centimetri e del peso approssimativo di 5-6 chilogrammi. Non senza difficoltà ha prelevato l’esemplare che ha tentato ripetutamente di morderlo, estroflettendo il collo  per oltre 20 centimetri.

L’animale, spiega il Servizio Cites della Regione siciliana, è considerato dalla normativa vigente come “animale pericoloso” e pertanto la libera vendita e la detenzione sono vietate e perseguite penalmente. Con tutta probabilità, era stato importato  o acquistato illegalmente ed è stato abbandonato sul luogo del ritrovamento per evitare di incorrere in pesanti sanzioni penali e amministrative.

Così facendo, però, oltre che a causare un potenziale rischio di aggressione anche per l’uomo, la sua presenza in  un territorio privo di nemici naturali avrebbe potuto causare gravi disordini nelle catene alimentari degli ambienti umidi. Tali esemplari, infatti,  distruggono la flora dei corsi d’acqua e  inoltre le specie autoctone soccombono non potendo  competere  per dimensioni, aggressività e voracità. La specie, tiene sempre a precisare il Servizio Cites, è estremamente aggressiva; in acqua passa la maggior parte del tempo nutrendosi di pesci, anfibi, rettili e piante.

Dopo gli accertamenti di rito il Servizio CITES procederà al sequestro dell’esemplare e all’affidamento presso strutture idonee, peraltro di non facile reperimento; nel frattempo verrà temporaneamente allocato presso il Comando del Corpo Forestale dove il personale del CITES provvederà ad idratarla ed alimentarla in attesa dell’affidamento.

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