GEAPRESS – Per capire chi è basterebbe quello che di lui ha detto uno dei più grandi distributori al mondo di fauna esotica: senza il Re Lucertola il commercio di rettili negli Stati Uniti non sarebbe esistito. Il Re Lucertola (nella foto) altro non è che Anson Keng Wong Liang, beccato lo scorso agosto in Malesia con una valigia piena di serpenti (vedi articolo GeaPress).

Mike Van Nostrand, questo il nome del commerciante amico di Wong, possiede in Florida la Strictly Reptiles. E’ l’esportatore mondiale di un elenco di specie animali più lungo dell’ arca di Noè. I suoi racconti sono stati raccolti nel libro del giornalista Bryan Christy dedicato proprio al Re Lucertola, che poi è anche il nomignolo che caratterizza la ditta di import-export americana.

Mike Van Nostrand (nella foto a destra), e Anson Wong hanno fatto affari grazie al più grave errore, forse non casuale, commesso dagli Uffici della Convenzione di Washington (CITES) che si dovrebbe occupare del commercio di flora e fauna in via di estinzione. La Cites, infatti, ha autorizzato gli allevamenti di animali esotici. Ufficialmente per far decrescere il commercio di fauna selvatica (infischiandosene delle condizioni di benessere di quelli allevati) ma di fatto offrendo a Wong di impiantare in giro per il mondo falsi allevamenti, compresi quelli in realtà rivelatesi come semplici negozi di fiori.

Lo stesso Van Nostrand si pubblicizza molto con un suo allevamento di Iguane (nella foto) ma ora, dopo i guai con la giustizia, non contrabbanda più e dall’alto del suo impero finanziario costruito sulla voglie sottovetro dei terraristi, si vuole dedicare agli amati nipotini.

Anson, invece, continua. Lui, del resto, è amatissimo dalle autorità malesi. E’ lì il suo fortino di società da cento milioni di dollari annui (… dichiarati). Le autorità malesi lo stanno pure aiutando nella costruzione di uno zoo. Per Anson Wong, infatti, gli zoo sono eccezionali coperture. Una volta che un animale viene controllato in entrata dalle autorità, nessuno si occupa più della documentazione Cites la quale, alla morte non dichiarata,  può essere facilmente utilizzata per coprire traffici illeciti. In tale maniera Wong saltò fuori pure in un traffico di gorilla che coinvolgeva due zoo da un capo all’altro del mondo. Lui, come al solito, era l’intermediario. Raramente si sporca le mani anche perchè, dice sempre lui, in Europa e Nord America è più difficile accattivarsi chi dovrebbe controllare.

Wong, come accennato, è anche il Re degli allevamenti in cattività di fauna selvatica. In realtà si tratta di coperture. Costa, infatti, troppo farli nascere in cattività ed allevarli, questo a prescindere dalle condizioni di benessere (vedi, ad esempio, le fattorie degli orsi della bile riforniti da Wong). Meglio inventarseli per giustificare i certificati di esportazione oppure costituirli con stock di fauna selvatica in realtà solo mandata all’ingrasso (vedi anche intervista di GeaPress al dott. Vincenzo Ferri, erpetologo di fama internazionale) per essere venduta.

I migliori clienti di Wong sono zoo e grossisti che poi distribuiscono ai terraristi occidentali e giapponesi, oltre ovviamente alla medicina cinese. Il motivo per il quale ha impiantato il suo impero in Malesia è semplice. Le autorità governative puniscono solo chi viene trovato in possesso di fauna esotica. Lui le mani se le sporca raramente ma, come ha dichiarato a Bryan Christy, ha una rete di procacciatori ed intermediari in tutto il mondo. Tempo addietro fu scovato dopo una mega operazione della autorità statunitensi che pur di incastrarlo erano entrate in affari con lui. Per parecchi anni un gruppo di specializzati poliziotti aveva lavorato nel settore del commercio di animali esotici. Iniziarono in maniera semplice, aprendosi cioè uno dei tanti negozi di fauna esotica. Una volta scrissero a Wong informandolo che il loro negozio, specializzato in acquaristica, voleva espandersi nel settore dei rettili. Fin dal primo momento Wong inserì nella lunghissima lista alcune specie protette. Da lì nacque la più grande operazione mai compiuta al mondo contro i trafficanti e Wong si beccò dieci anni di galera. Dal carcere, però, continuò la sua attività tanto che appena riguadagnata la libertà, una delle due società ufficiali, da lui possedute assieme alla moglie, già si pubblicizzava (e continua a farlo ancora ora) per il fatturato annuo compreso tra i 50 ed i 100 milioni di dollari.

La sua specialità sono gli animali in valigia. Una fitta rete di viaggiatori che trasportano tartarughe ed altri rettili in domopack (vedi foto), organizzate nè più e nè meno come le insospettabili casalinghe del palermitano che anni addietro venivano pagate per un viaggio andata e ritorno dagli USA trasportando dentro le valige buste con polvere bianca. Ora sono invece tartarughe, pitoni e forse finanche tigri (la nuova specialità di Wong), come quella scoperta recentemente all’ aeroporto di Bangkok. Anson sa di potere contare su una fitta rete di compiacenze. Uno dei racconti più significativi di Wong era quello dell’organizzato sequestro di una partita di suoi pitoni reticolati. Era tutto previsto, lo sapeva pure il suo trasportatore. Gli animali sarebbero poi stati rivenduti a Wong. Una sorta di tassa che avrebbe consentito di collezionare un’ operazione anti bracconaggio. Wong, per la condanna americana, oltre alla galera, ha dovuto pagare sessantamila dollari, ben poca cosa rispetto alle centinaia di milioni di euro che fattura e che è riuscito a gestire dal carcere.

Che dire allora sugli equivalenti, in moneta locale, sessantamila dollari al quale è stato condannato dalle autorità della Malesia dopo che dal suo bagaglio lo scorso agosto sono sbucati boa constrictor, tartarughe e due vipere rinoceronte (vedi foto). Forse alle autorità malesi, che lo proteggono e lo coccolano fino ai massimi livelli, può aver fatto comodo che Wong, una volta tanto, venisse colto direttamente con le mani nel sacco. Tanto pagando una briciolina di dollari, potrà continuare a fare quello che vuole.
Nel video, il momento in cui Wong arriva nel Tribunale che lo ha “giudicato” in Malesia.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).