GEAPRESS – Coccodrilli, zanne e zampe di elefante. Seguono crani di scimmia, varani e carapace di tartaruga marina decorato.  Addirittura una scatola di rari insetti ed aracnidi tropicali. Per non parlare poi degli oggetti in avorio, in tartaruga e quelli in pelletteria.

Questo il campionario dei sequestri operati dal Servizio Cites di Torino del Corpo Forestale dello Stato la cui attività annuale è stata ieri illustrata all’aeroporto Caselle.  Presenti il Comandante Regionale del Piemonte, D.ssa Alessandra Stefani, il Direttore della Dogana dell’aeroporto di Caselle T.se, Dr. Salvatore Veltri ed il responsabile del Servizio Cites di Torino, Dr. Valerio Cappello.

5.000 controlli in tutto il territorio piemontese e, in collaborazione con la Dogana, ai varchi  abilitati al transito di prodotti considerati dalla CITES, ovvero la Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione. Si tratta, in questo caso, dei varchi di  Torino Caselle ed Alessandria.

Oggetti da tutto il mondo. Il coccodrillo imbalsamato, ad esempio, proveniva dall’Etiopia, mentre il Varano dalla Nigeria. Le 42 uova di tartaruga fluviale amazzonica erano state prelevate in Perù, mentre dalla Bolivia giungeva un piccolo alligatore anch’esso imbalsamato.

La preoccupazione della Forestale è ora rivolta alle  festività natalizie ed ai viaggi in molti paesi a rischio per tali importazioni. Spesso, infatti, si tratta di souvenirs propinati a turisti ignari di quanto potrà poi accadere in dogana. Le sanzioni, ricorda il Servizio Cites della Forestale, possono essere salate.  Vanno da un minimo di 1.032 euro ad un massimo di  6.197. Nei casi più gravi si può arrivare anche al reato. In questo caso  la previsione di arresto varia da 3 mesi ad un anno. Poi, sempre a proposito di reato, c’è  l’ammenda. Varia da  10.329 euro fino a  103.291.

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