GEAPRESS – Probabilmente di un giovane elefante, le due zanne sequestrate a Torino dal Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con il Servizio Aree protette della Provincia. Appena 80 centimetri di avorio finemente intagliato che riproduceva una fila di elefantini ed elementi di vegetazione. Il tutto per un valore stimato di circa 20.000 euro,  sebbene il venditore senegalese, proponesse le zanne alla vendita al prezzo di 4000 euro cadauna. I Forestali si sono finti acquirenti ed hanno così contattato il venditore.

Alla richiesta della documentazione Cites, attestante la regolarità del possesso, l’ambulante non ha avuto alcunchè da mostrare ed è così scattato il bliz dei forestali. La succesiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’ambulante a Romentino (NO) non ha portato a nuovi ritrovamenti. I Forestale sono arrivati al venditore tramite la segnalazione di un cittadino.

Zanne rubate o trafficate illegalmente. Non è il primo sequestro negli ultimi mesi in Italia. Anzi, pochi mesi addietro, vi fu quello clamoroso presso una notissima casa d’aste di Trieste. Purtroppo nonostante il crollo delle popolazioni selvatiche, l’elefante africano non gode del massimo grado di protezione previsto dalla Convenzione di Washington (Cites, ne è il suo acronimo inglese) sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione. E’ possible ucciderlo in alcuni paesi africani e l’avorio “legale” con la sua documentazione facilmente falsificabile, costituisce di fatto un utile canale per il commercio di quello vietato. Chissà quale via aveva portato i resti del povero elefantino a Torino.

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