GEAPRESS – Da alcuni giorni è tornata l’apprensione per un grande felino libero nei boschi. Non stiamo questa volta nella collina incantata di Palermo e la sua pantera nera (vedi ultime osservazioni in articolo GeaPress) ma bensì a Rufina, vicino Firenze, dove sarebbe stata avvistata addirittura una tigre. Siamo lungo la direttrice che dal capoluogo toscano porta a Forlì. Ed è proprio questo il principale problema delle ricerche, un’area grande e fittamente boscata che così si caratterizza per tutto il percorso a cavallo tra Toscana e Romagna.

Ad avere avvistato la tigre una persone intenta a cercare funghi, che afferma di averla incontrata a meno di dieci metri di distanza, ed una signora di Rufina che, seppur per poco tempo, ha visto, assieme al figlio, il grande felino nel giardino di casa. La Forestale, dal canto suo, ha piazzato le gabbie per cinghiali con un’esca morta e delle fototrappole, ossia speciali apparecchiature fotografiche che si attivano automaticamente al passaggio lungo la traiettoria di una fotocellula.

GeaPress ha intervistato il Capitano Simone Fabbri, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Pontassieve che sta coordinando le ricerche dei Carabinieri intervenuti immediatamente assieme al Corpo Forestale dello Stato.

GEAPRESS – Capitano, non capita tutti i giorni di dovere cercare una tigre. Una situazione poi difficile, con tutti i boschi che vi sono.
CAPITANO FABBRI – Infatti, i boschi si presentano con continuità fino in Romagna. Si tratta di una zona molto ampia, difficile da perlustrare. Non vi sono infatti molte aree aperte.

GEAPRESS – In questo caso si tratterebbe però di una tigre, non della solita pantera nera.
CAPITANO FABBRI – La tigre rientra probabilmente in una fascia di ipotesi più ristretta. Penso che lei si riferisca al fatto che una pantera può essere più facilmente confusa ad esempio con un grosso gatto nero. Una tigre, capisco la difficoltà…

GEAPRESS – Vi sono anche meno segnalazioni. Ma da chi è stata osservata?
CAPITANO FABBRI – Da un raccoglitore di funghi che afferma di averla vista a meno di dieci metri e da una signora …

GEAPRESS – Ci è stato riferito di un ragazzo ..
CAPITANO FABBRI – Si ma è il figlio della signora. Udito lo spavento della madre l’ha raggiunta ed ha visto la tigre, sebbene per poco.

GEAPRESS – E’ stato coinvolto anche il Corpo Forestale dello Stato, come si agisce in questi casi?
CAPITANO FABBRI – Vorrei comunque soffermarmi su un fatto, anche per evitare allarmismi e creare paure che poco servono alle indagini.

GEAPRESS – Prego
CAPITANO FABBRI – Non si sono avuti cenni, nelle segnalazioni riportate, di manifesta aggressività dell’animale. Questo ovviamente non significa che si deve sottovalutare la situazione, anzi. Ogni azione deve essere valutata innanzi tutto sotto il profilo della sicurezza dei cittadini. Dopo una prima ampia perlustrazione del territorio, si è provveduto a disporre delle gabbie per cinghiali con esca …

GEAPRESS – Esca viva o morta? Sa, dopo l’esperienza della pantera di Palermo…
CAPITANO FABBRI – No, si trattava di carne, non animali vivi. Abbiamo comunque continuato a perlustrare il territorio, ..

GEAPRESS – Avete cercato le tracce?
CAPITANO FABBRI – Si, ma niente tigri ne prede uccise. Si è trovato un capriolo, ma era stato investito. Nei giorni scorsi, poi, ha piovuto parecchio, il terreno è soffice ed adatto a lasciare impresso delle impronte.

GEAPRESS – Abbiamo letto di una impronta che poi non è stata trovata.
CAPITANO FABBRI – Noi abbiamo trovato impronte di caprioli, cinghiali, tassi, istrici, ma sicuramente non di tigre. Ne abbiamo trovate tante, ma, ripeto, non di grandi felini. Ad ogni modo le ricerche continuano e dobbiamo tenere in considerazione tutte le ipotesi, pur senza mettere in dubbio la bontà di chi afferma di avere visto la tigre.

GEAPRESS – Inutile creare allarmismi….
CAPITANO FABBRI – Infatti, non serve neanche alle ricerche.

GEAPRESS – Capitano, alcuni nostri lettori hanno chiesto circa il possibile uso di armi da fuoco.
CAPITANO FABBRI – Guardi, noi teniamo che le cose siano fatte bene e con tutti gli scrupoli di legge. Non si può pensare di sparare ad una tigre senza considerare che se ferita si rischia di peggiorare le cose, intendo proprio per la sicurezza delle persone. Lavoriamo in sinergia con il Corpo Forestale dello Stato. Ad ogni modo, ripeto, senza far venir meno la buona fede delle persone, vogliamo appurare la reale esistenza dell’animale e questo significa essere presenti nel territorio.

Da questa notte, secondo quanto riferito dai Carabinieri, non si sono avute altre segnalazioni, ivi compresi possibili ruggiti. Le stesse fototrappole non hanno ripreso niente di cui preoccuparsi. Le prossime ore diranno, probabilmente, come si evolverà la situazione. Di certo la presenza di una tigre non può passare inosservata per molto tempo.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).