GEAPRESS – Maxi sequestro di pangolini in Tailandia. I doganieri tailandesi hanno intercettato un carico di ben 173 pangolini vivi oltre che a 130 kg di pelli secche di serpente. Il tutto occultato in un camion fermato a Pranburi a circa tre ore di macchina da Bangkok, dove probabilmente erano diretti. Pranburi, secondo l’Uffico Traffic, si trova in un punto nevralgico del contrabbando della fauna selvatica. Un vero e proprio collo di bottiglia che indirizza verso il nord della Tailandia la fauna proveniente sia dalla Malesia che dall’Indonesia. In altri termini i carichi di fauna selvatica potrebbero essere diretti verso altri paesi del sud est asiatico. Sicuramente alla Cina dove, probabilmente, era destinato un altro carico di 40 pangolini fermato ad inizio aprile in Malesia.

Ogni anno tonnellate di carne di pangolino sono confiscate alle frontiere di Cina, Vietnam, Indonesia e Malesia. Le squame del piccolo mammifero che si nutre esclusivamente di formiche e termiti, vengono lavorate per accessori della moda (come borse e scarpe molto richieste in occidente). Molto utilizzata sia la carne che, in generale, tutto quanto utile per la medicina tradizionale cinese.

Secondo i ricercatori dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature), nonostante la protezione loro riservata dalla Convenzione di Washington, le popolazioni selvatiche di pangolini stanno drasticamente diminuendo. Per alcune specie un calo del 50% in appena 15 anni. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).