GEAPRESS – Gli otto animali sono stati rinvenuti, tutti senza corno, nel nord ovest del paese. Tra sabato scorso e lunedì, le nuove probabili vittime della medicina orientale. Questa, infatti, il più probabile uso per i corni. Il Dipartimento dell’Ambiente Sudafricano ha diffuso i nuovi dati appena poche ore addietro, ricordando anche l’opportunità di collaborare alle indagini di polizia comunicando non solo i nomi dei presunti esecutori ma anche mandanti e possibili funzionari corrotti.

Ieri, infatti, nella città di Lethabo, sono stati arrestati tre personaggi probabilmente coinvolti nell’uccisione degli otto animali. Tra di essi un ranger, ovvero chi per legge incaricato a reprimere i reati di bracconaggio. La polizia è arrivata a loro proprio a seguito di una segnalazione. Un segnale, dunque, della sensibilità raggiunta.

Nessun corno è stato però rinvenuto. Si sospetta pertanto che i tre non rappresentino i vertici dell’organizzazione. Cosa molto probabile, del resto, anche alla luce di un’altra recente notizia, ovvero quella della condanna a 40 anni di prigione di un trafficante di origine tailandese che ha svelato un’organizzazione molto articolata anche a livello internazionale. Lo stesso cittadino tailandese era coinvolto in un allevamento di scimmie per la vivisezione nel Laos. Accanto ai rinoceronti uccisi a pallettoni, poi, fotografie di giovanissime prostitute tailandesi. L’allevamento di macachi da destinare alla vivisezione, utilizzato come verosimile base anche per i corni, esporta verso la Cina (vedi articolo GeaPress).

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