GEAPRESS – Nove, tutti rinvenuti in un sol giorno e tutti uccisi dai bracconieri. La regione è quella del KwaZulu-Natal, nella parte nord orientale del paese. Tutti adulti tranne un cucciolo di un mese di vita. Si tratta di otto rinoceronti bianchi ritrovati uccisi nella riserva di Hluhluwe/Umfolozi ed un rinoceronte nero a Isimangaliso.

La continuata strage dei rinoceronti africani trova la sua spiegazione nelle altissime quotazioni, raggiunte nel mercato nero, della polvere del corno. Uno dei paesi che anche di recente è apparso agli onori della cronaca per le sue implicazioni nel traffico di corni di rinoceronte, è il Vietnam. In più occasioni, infatti, le autorità sudafricane hanno arrestato cittadini vietnamiti trovati implicati nel traffico di corni contrabbandati. Una solida rete di compiacenze e corruzione, garantisce a questi personaggi di potere continuare a depauperare la fauna sudafricana. Agenzie di caccia e permessi di abbattimento alterati (contrariamente a quello che si crede il rinoceronte rientra tra le specie legalmente cacciabili), certificati veterinari e corruzione tra le stesse forze di polizia, stanno determinando un veloce incremento degli atti di bracconaggio.

Non sempre i rinoceronti ai quali vengono segati i corni, sono ancora morti. In più occasioni si sono infatti trovati, ancora in vita, animali orrendamente mutilati. I bracconieri riescono a muoversi velocemente, spesso con l’ausilio di elicotteri, ed in zone dove sanno di potere operare. Non ha caso uno degli arresti più clamorosi ha riguardato, proprio in Sudadrica, un gruppo di Rangers. Avvisavano i bracconieri in quali aree avrebbero svolto servizio.

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