piccolo rinoceronte
GEAPRESS – A sentirli come nel video oggi diffuso dall’ONG Sudafricana Care for Wild Africa Rhino Sanctuary, sembra quasi un canto delle balene. Si tratta invece di tre rinoceronti la cui madri sono state uccise dai bracconieri.

I piccoli, ora accuditi dall’ONG, continuano a chiedere il latte e per questo rilasciano una sorta di lamento che ricorda uno dei misteriosi suoni che di notte di sentono nella savana africana. Si sarebbero dovuti sentire nel bush, la prateria semiarida ricca di cespugli. I bracconieri hanno invece interrotto questo incanto della natura con i colpi dei fucili mitragliatori utilizzati per uccidere gli adulti.

Una stupida usanza ricca di ignoranza e superstizione vuole i loro corni come componente della medicina tradizionale orientale. Questo nonostante sia scientificamente provato il nullo valore medicamentoso. I corni, il cui peso al grammo ha ormai superato quello della cocaina, finiranno polverizzati nonostante siano costituiti da semplice cheratina, una proteina comunissima nel mondo animale (uomo compreso).

Nella giornata di oggi si è avuta notizia dell’ennesimo sequestro di corni. I doganieri cinesi li hanno individuati camuffati da giocattoli alla dogana aeroportuale di Hong Kong (vedi articolo e foto).

I tre piccoli rinoceronte sono ormai in salvo, sebbene inevitabilmente in cattività e con il ricordo delle rispettive madri  uccise a colpi di Kalašnikov. A loro penseranno gli esperti del  Care for Wild Africa Rhino Sanctuary che ha sede a Mpumalanga.

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